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PNRR, target 1800 borse studio medicina generale raggiunto

Il Target europeo del PNRR Missione Salute riferito alle 1.800 borse aggiuntive di formazione specifica per medici di medicina generale, 900 per il triennio 2021-2024 e ulteriori 900 per il triennio 2022-2025, è stato pienamente raggiunto. Per entrambi i cicli formativi, sono state espletate tutte le procedure previste. Le attività formative delle prime 900 borse di studio (2021-2024) sono iniziate in via generale tra fine aprile e inizio maggio 2022 mentre quelle per il secondo ciclo formativo (2022-2025) sono partite nel mese di maggio 2023.

È quanto precisa una nota del Ministero della Salute in merito a notizie riportate a mezzo stampa (il riferimento è all’analisi diffusa dalla Fondazione Gimbe, ndr) che non rispecchiano il reale stato di avanzamento della Missione 6 Salute del PNRR.

Per quanto riguarda l’aggiornamento del portale PNRR del Ministero della Salute, è garantito entro il 20 del mese successivo a quello di conseguimento del target, quindi entro il 20 luglio, in linea con quanto previsto dalla Circolare MEF del 21 giugno 2022 n. 27 per il consolidamento Regis.

Rispetto ai livelli di spesa, si ribadisce che il PNRR è un programma performance based e non un programma di spesa. Dall’ultima rilevazione aggiornata Regis risulta l’1,15% delle spese dichiarate sostenute sul totale del finanziamento in conformità allo stato di avanzamento delle attività fin qui conseguite coerentemente con l’andamento del Piano.

In particolare, rispetto agli interventi strutturali (Case della Comunità e Ospedali di Comunità), il Piano prevede entro dicembre 2023 la stipula dei contratti, a seguito dell’aggiudicazione della gara lavori. L’avvio dei lavori, e la conseguente la spesa, avverrà quindi tra la fine del 2023 e il 2024.

In merito ai target nazionali, che non concorrono all’erogazione dei fondi europei, ma sono finalizzati a monitorare il raggiungimento intermedio dei relativi target europei, si precisa quanto segue.

Scadenze 31 dicembre 2022

Approvazione dei progetti idonei per indizione della gara per l’interconnessione aziendale: inizialmente 105, poi ridotti a 70 nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2023-2025 del Ministero della Salute

La riprogrammazione del target nazionale da 105 a 70 è intervenuta per il tramite del MEF sulla base di quanto definito in sede di mappatura degli interventi di interconnessione al momento della sottoscrizione dei Contratti istituzionali di sviluppo con le Regioni. Tale obiettivo garantisce comunque l’interconnessione di tutte le COT attese dalla misura M6C1I1.2.2.  Ad oggi risulta circa il 95% del target raggiunto, si rappresenta che il consolidamento dei dati di aggiornamento sono attesi entro il 20 del mese successivo al mese di riferimento in linea con quanto sopra richiamato.

Approvazione di almeno 600 progetti idonei per indizione della gara per la realizzazione delle Centrali Operative Territoriali.

Ad oggi risulta circa il 99% del target raggiunto, considerando il target sostanzialmente raggiunto. Si rappresenta che il consolidamento dei dati di aggiornamento sono attesi entro il 20 del mese successivo al mese di riferimento in linea con quanto sopra richiamato.

Scadenze 31 marzo 2023

Incremento di 292.000 persone over 65 da trattare in assistenza domiciliare

Il monitoraggio del target nazionale del T1 2023 ha previsto, il raggiungimento del 66% del Target corrispondente a circa 200.000 nuovi assistiti over 65.

Assegnazione di almeno 600 Codici Unici di Gara (CIG)/provvedimento di convenzione per la realizzazione delle Centrali Operative Territoriali.

Ad oggi risulta circa il 97% del target raggiunto. Il consolidamento dei dati di aggiornamento è atteso entro il 20 luglio.

Assegnazione di CIG/provvedimento di convenzione per l’interconnessione aziendale: inizialmente 105, poi ridotti a 70 nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2023-2025 del Ministero della Salute

La riprogrammazione del target nazionale da 105 a 70 è intervenuta per il tramite del MEF sulla base di quanto definito in sede di mappatura degli interventi di interconnessione al momento della sottoscrizione dei Contratti istituzionali di sviluppo con le Regioni. Tale obiettivo garantisce comunque l’interconnessione di tutte le COT attese dalla misura M6C1I1.2.2.  Ad oggi risulta circa l’85% del target raggiunto. Il consolidamento dei dati di aggiornamento è atteso entro il 20 luglio.

Scadenze 30 giugno 2023

Assegnazione di almeno 1.350 codici CIG/provvedimento di convenzione per la realizzazione delle Case della Comunità. Da rilevare che la “Terza Relazione sullo stato di attuazione del PNRR” del Governo riporta che ad aprile i CIG attribuiti erano 1.327

Ad oggi risulta circa il 99% del target raggiunto, considerando il target sostanzialmente raggiunto. Il consolidamento dei dati è atteso entro il 20 luglio.

Stipula di un contratto per il progetto pilota che fornisca strumenti di intelligenza artificiale a supporto dell’assistenza primaria

La scadenza è stata riprogrammata a dicembre 2023 attraverso le funzionalità previste dal sistema informativo ReGiS. Verrà data evidenza tramite il portale PNRR nell’aggiornamento previsto entro la data del 20 luglio.

Stipula di almeno 70 contratti per l’interconnessione aziendale: inizialmente 105, poi ridotti a 70 nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2023-2025 del Ministero della Salute

Il consolidamento dei dati di aggiornamento è atteso entro il 20 luglio.

Stipula di almeno 600 contratti per la realizzazione delle Centrali Operative Territoriali

Il consolidamento dei dati di aggiornamento è atteso entro il 20 luglio.

Reingegnerizzazione del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS) a livello locale – Completamento del patrimonio informativo (servizi applicativi) – Numero di nuovi flussi informativi nazionali adottati da tutte le 21 Regioni: riabilitazione territoriale, consultori familiari

La scadenza è stata riprogrammata a settembre 2023 attraverso le funzionalità previste dal sistema informativo ReGiS, in considerazione dell’acquisizione del parere Garante nel corrente mese di luglio e del passaggio in Conferenza Stato Regioni previsto nella prima riunione utile ai fini dell’adozione dei decreti che istituiscono i due nuovi flussi. Verrà data evidenza tramite il portale PNRR nell’aggiornamento previsto entro la data del 20 luglio.

Completamento della procedura di iscrizione ai corsi di formazione manageriale

La scadenza è stata riprogrammata a dicembre 2023 attraverso le funzionalità previste dal sistema informativo ReGiS. Verrà data evidenza tramite il portale PNRR nell’aggiornamento previsto entro la data del 20 luglio.

Il valore del volontariato per la salute

Rendicontare in modo analitico e trasparente il valore economico e sociale generato dalle Associazioni Pazienti in ambito salute e sperimentare una nuova opportunità di collaborazione per evidenziare quanto le Organizzazioni possano essere più efficaci quando costruiscono reti, questi gli obiettivi del primo Rapporto sulla “Valorizzazione della Rete dei Volontari Alleati per la Salute, presentato oggi a Milano. L’analisi raccoglie i dati di Europa Donna Italia, Movimento che tutela i diritti alla prevenzione e alla cura del tumore al seno, AIL Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi, Mielomi, AISC Associazione Italiana Scompensati Cardiaci, APMARR Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare in collaborazione con Novartis e grazie al supporto tecnico-metodologico di PwC Italia.

Nel corso del 2021, le cinque associazioni e la loro rete di 19.630 volontari hanno dedicato alle attività di sensibilizzazione, prevenzione, supporto ai pazienti e cura oltre 1 milione di ore del loro tempo, raggiungendo oltre 58 mila persone che sono state assistite in varie modalità tramite servizi erogati sul territorio. Su questa base, è stato possibile stimare il valore economico da loro generato e spesso non percepito, superiore ai 20 milioni di euro. Grazie al loro lavoro, sono state 70.000 le visite gratuite effettuate da specialisti e 15.000 i colloqui gratuiti realizzati da psicologi.

Le cinque associazioni hanno raccolto fondi per oltre 56 milioni di euro tramite diversi canali, tra cui donazioni, bandi pubblici e privati, 5X1000 e sponsorizzazioni.

Per evidenziare la capacità di rinnovamento del Terzo settore italiano anche nella modalità di analisi del proprio operato e consolidare i valori quali fiducia, professionalità e solidarietà̀, e la loro capacità di produrre risultati concreti, Europa Donna Italia si è fatta promotrice di questa iniziativa che ha raccolto il consenso del network Alleati per la salute.

“Le associazioni di volontariato legate alla salute hanno un ruolo importante nel nostro Paese, e questo rapporto lo evidenzia con enfasi grazie ai dati presentati oggi. L’idea alla base di questo progetto è quella di condividere e mettere a sistema le varie expertise delle singole associazioni per rilevare il reale supporto del volontariato sia verso i pazienti sia verso le Istituzioni e continuare in un’ottica di sempre migliori soluzioni per la salute in Italia”, spiega la Presidente di Europa Donna Italia, Rosanna d’Antona.

Sono stati 223 i principali eventi di comunicazione organizzati dalle 5 Associazioni sul territorio nazionale che hanno utilizzato anche i propri canali social – che contano quasi 300 mila follower – per poter veicolare le informazioni, per esempio su campagne e attività di screening, al fine di raggiungere anche il target dei più giovani.

Il Rapporto è stato predisposto tenendo in considerazione le Linee guida e standard per la redazione del Bilancio Sociale degli Enti del Terzo Settore previsti dal Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che hanno fornito un quadro metodologico e normativo per definire gli obiettivi, le metriche e i criteri di rendicontazione delle attività svolte dalle Organizzazioni coinvolte.

Le cinque associazioni coinvolte nel rapporto fanno parte della rete Alleati per la salute composta da circa 70 associazioni di pazienti, un’alleanza strategica che Novartis ha avviato da oltre 15 anni con l’obiettivo di sviluppare insieme soluzioni che abbiano valore e impatto sul miglioramento della vita dei pazienti cronici e sul sistema salute oltre che individuare temi d’interesse trasversali del mondo advocacy.

Valentino Confalone, Country President e Amministratore delegato di Novartis Italia dichiara che “come Novartis siamo da sempre consapevoli del valore delle associazioni di pazienti per il sistema Paese, attori fondamentali che offrono una prospettiva essenziale per i processi decisionali nel campo della salute. A nostro avviso, esiste in questo contesto un ulteriore spazio di miglioramento attraverso una maggiore inclusione del punto di vista delle associazioni pazienti come componenti formalmente riconosciute.  Questo è il motivo che ci ha spinto a supportare questa iniziativa che evidenzia l’essenziale valore economico e sociale dell’associazionismo e del volontariato in ambito salute”. Conclude Confalone: “Ci auguriamo che questo progetto sia una ulteriore conferma del valore di queste realtà sia dal punto di vista della comprensione dei bisogni dei pazienti che delle risorse che possono essere investite a livello territoriale”.

Life Science, l’importanza di trovare la rotta

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Necessità di un quadro normativo chiaro, al passo con i tempi. È stato chiesto a gran voce durante la presentazione della ricerca dell’Osservatorio Life Science Innovation della School of Management del Politecnico di Milano dal titolo “Life Science: tracciare la rotta in un mare di innovazione”.

Leggi che parlino in modo chiaro e tengano conto della complessità dell’ecosistema sanitario e delle sfide della digitalizzazione.

Tra le innovazioni più significative dei prossimi anni, le terapie digitali (DTx), soluzioni digitali validate clinicamente per integrare o sostituire le terapie tradizionali

Il mondo delle Life Sciences, in particolare, è in trasformazione: tra le innovazioni più significative dei prossimi anni, le terapie digitali (DTx), soluzioni digitali validate clinicamente per integrare o sostituire le terapie tradizionali, capaci di migliorare il percorso del paziente e rendere più efficaci i trattamenti.

“A livello internazionale le DTx sono già abbastanza diffuse, soprattutto negli Stati Uniti e in Germania, mentre in Italia ancora non sono presenti – ricorda Chiara Sgarbossa, direttrice dell’Osservatorio -. Come Osservatorio abbiamo quindi cercato di analizzare se pazienti e medici sarebbero propensi a utilizzare e prescrivere queste applicazioni”.

Metà dei pazienti non sarebbero disposti a pagare se queste soluzioni non fossero rimborsate dal SSN

Dall’analisi è emerso che 7 pazienti su 10 sarebbero propensi a utilizzare le terapie digitali se proposte dal medico curante per il trattamento della propria patologia. Tuttavia, metà di loro non sarebbe disposto a pagare di tasca propria per queste soluzioni.

Per quanto riguarda i medici specialisti, il 58% ritiene che le terapie digitali avranno un impatto elevato sulla pratica clinica. 9 aziende del settore Life Science su 10 – coinvolte nella ricerca condotta in collaborazione con Confindustria Dispositivi Medici e Farmindustria – considerano l’assenza di rimborsabilità da parte del servizio sanitario nazionale l’ostacolo principale alla sostenibilità finanziaria delle DTx in Italia.

Nel frattempo un terzo delle aziende Life Science italiane sta già investendo in questo ambito. E la maggior parte ritiene che offrire una terapia digitale in combinazione con altri prodotti e servizi, per esempio con un dispositivo indossabile per la raccolta di parametri clinici, sia il modello di business più sostenibile per remunerarle in assenza di rimborsabilità.

Un altro ambito di innovazione che avrà un impatto rilevante sul settore Life Science è quello delle tecnologie immersive, considerate molto interessanti anche dai pazienti: il 49% sarebbe interessato a utilizzare applicazioni di realtà virtuale o aumentata per il miglioramento del proprio stato di salute o per il trattamento della propria patologia.

Pianificazione strategica delle aziende

Identificare i trend di innovazione emergenti è un’attività che richiede di saper leggere e integrare fonti d’informazione eterogenee, con dati qualitativi e quantitativi. 7 aziende dell’offerta su 10 utilizzano sorgenti informative tradizionali (come analisi dei competitor, report istituzionali, analisi di mercato).

Una volta compresi i trend in atto, la maggior parte delle aziende (69%) passa direttamente al forecasting delle vendite, mentre il 60% prova ad approfondire con metodi qualitativi (es. workshop sia esterni che interni). Le attività di pianificazione strategica sono difficilmente orientate al lungo periodo (oltre i cinque anni) anche per le aziende sanitarie. Il 63% analizza le innovazioni emergenti con un orizzonte di breve e/o medio periodo. Lo scanning delle innovazioni avviene anche in questo caso con approcci molto tradizionali: partecipazione a conferenze scientifiche (63%) e collaborazione con aziende dell’offerta (60%).

Il metaverso

La realtà estesa (che comprende realtà aumentata, mista e virtuale) sta producendo un impatto rilevante anche sul settore sanitario, suscitando curiosità e interesse nei pazienti: 1 su 2 si dice infatti propenso a utilizzare le tecnologie di realtà virtuale o aumentata per il miglioramento del proprio stato di salute o per un trattamento.

“Oggi è complicato definire che cosa sia il metaverso – dice Emiliano Votta, professore associato di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano -. Credo che siano due gli aspetti di maggior interesse: da una parte la più alta attenzione all’aspetto di trattamento del dato rispetto alla realtà aumentata, dall’altra la possibilità di utilizzare un nostro avatar in situazioni in cui non si può avere un contatto umano diretto. Un surrogato che in alcuni casi può essere utile”.

Robotica chirurgica e medicina in silico

La robotica assistiva e riabilitativa impatteranno in modo rilevante sulla pratica clinica secondo il 68% dei professionisti sanitari e l’80% delle aziende Life Science

Gli altri due aspetti considerati dall’Osservatorio sono la robotica chirurgica e la medicina in silico. La prima permette di eseguire interventi precisi e minimamente invasivi, migliorando i risultati clinici e favorendo la ripresa post-operatoria del paziente e riducendo i tempi di riabilitazione. Se questo rappresenta un ambito di innovazione che produce un impatto sul settore già da diverso tempo, secondo l’80% delle aziende del settore Life Science e il 68% dei professionisti sanitari, la robotica assistiva, che supporta le persone con disabilità o limitazioni fisiche, e quella riabilitativa, in cui i robot vengono impiegati come elementi essenziali della terapia, si diffonderanno nel lungo periodo (5-10 anni).

L’ambito della medicina in silico fa invece riferimento a tecnologie e modelli matematici per l’uso clinico. Per esempio, si parla di digital twin quando queste tecnologie sono utilizzate per supportare decisioni mediche, come diagnosi o trattamenti, per un singolo paziente, portando a una maggiore personalizzazione e riducendo la necessità di effettuare esami invasivi.

Secondo le aziende del settore Life Science la medicina in silico avrà un impatto molto rilevante, ma si prevede che possa diffondersi nel medio-lungo periodo (oltre 3 anni).

Gli in silico trial prevedono l’impiego di modelli computazionali individualizzati per valutare la sicurezza e l’efficacia di nuovi dispositivi medici, farmaci o di nuove procedure chirurgiche in uno studio clinico, portando a una potenziale riduzione del coinvolgimento di persone e animali nei trial, riducendo tempi, costi e rischi per lo sviluppo di nuovi prodotti o trattamenti. Ad oggi, in Italia, emergono ancora diverse sfide da affrontare per promuovere la diffusione della medicina in silico – ha spiegato Gabriele Dubini, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio -. È necessario rafforzare il processo di digitalizzazione dei dati e comprendere i limiti e le opportunità legate alla possibilità di un uso secondario dei dati clinici”.

Trovare la rotta per non perdersi in un “mare di innovazione”

“Fin dal titolo con la metafora del mare abbiamo voluto evidenziare la grande quantità di innovazione nella quale siamo immersi – ha affermato dal palco Emanuele Lettieri, direttore scientifico dell’Osservatorio -. Oggi è sempre più difficile capire qual è l’innovazione rilevante, chi siano davvero le persone esperte. Il settore Life Science sta affrontando una fase di profonda trasformazione e  tutti gli attori del mercato devono analizzare e comprendere i trend d’innovazione, soprattutto quelli emergenti e meno consolidati, per definire la propria strategia e gli obiettivi di medio-lungo termine. Siamo certamente in un momento storico caratterizzato da molteplici opportunità nel quale diventa sempre più importante orientarsi correttamente e tracciare la ‘giusta rotta’ per riuscire a valorizzare le risorse in gioco e non perdersi in un ‘mare di innovazione’”.

Lettieri ha ricordato in chiusura come finora siamo cresciuti come professionisti pensando di dover essere in grado di predire il futuro e di anticiparlo, per essere resilienti: “Abbiamo pensato finora che il futuro sia uno solo, io vi invito a pensare al futuro come qualcosa di complesso, da costruire insieme e soprattutto da far accadere. Per farlo, abbiamo bisogno della capacità di guardare lungo”.

Ondate di calore. Aziende sanitarie: tutte le attività in campo per fronteggiare l’emergenza

Ambulatori mobili del 118, piani di iperafflusso nei pronto soccorso con letti aggiuntivi, numeri verdi dedicati, campagne informative attraverso i social network. Le aziende sanitarie e ospedaliere sono pronte a fronteggiare l’ondata di calore estivo in arrivo.

“In questa fase siamo principalmente alla diffusione di misure preventive ma tutte le aziende sanitarie sono impegnate per evitare che le persone più fragili, maggiormente suscettibili alle ondate di calore, come anziani, malati cronici o chi assume particolari tipologie di farmaci, possano cercare nei pronto soccorso una risposta al loro bisogno di assistenza. La prevenzione in questi casi è fondamentale, sul territorio sono in campo numerose attività, ma è necessaria la collaborazione dei medici di medicina generale per monitorare attivamente coloro che sono più soggetti a quegli scompensi cardiaci, respiratori, metabolici che possono poi portarli in ospedale”. Così il presidente della Fiaso, Giovanni Migliore, riassume il carattere delle iniziative in campo.  

Le aziende sanitarie si stanno muovendo sulla base delle linee guida del Ministero della Salute e delle Regioni con iniziative diverse ma omogenee. In Liguria per esempio l’ambulatorio mobile della Asl 3, tutti i pomeriggi da lunedì 10 luglio e fino a venerdì 15 settembre, sarà presente nel centro di Genova in piazza De Ferrari con gli specialisti per fornire informazioni e consigli utili. In Lombardia le ATS hanno attivato un piano operativo con anagrafe dei vulnerabili e programmi di interventi attivati in modo modulare, a seconda dell’intensità dell’esposizione e dell’ampiezza dei gruppi di soggetti a rischio. L’azienda Usl di Bologna promuove, insieme alla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana, il progetto di sostegno e-Care, che prevede periodiche telefonate ai cittadini ed eventuali interventi di assistenza a domicilio.

Ci sono, infine le campagne informative attraverso i social network o l’attivazione di numeri verdi. “È una forma di comunicazione diretta con i cittadini sperimentata con successo già durante la pandemia – conclude Migliore – La diffusione di consigli utili che tutte le aziende sanitarie stanno rilanciando con grafiche o video sui loro canali è importante perché arriva direttamente all’utente. Si tratta di raccomandazioni, spesso sottovalutate, ma utili a evitare i danni alla salute derivanti da esposizione ad elevate temperature”.

Per approfondire

PNRR missione salute, Gimbe: numerosi obiettivi non raggiunti

Nel corso delle ultime settimane il dibattito politico si è progressivamente infuocato sul tema dei ritardi dell’Italia nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), in particolare sull’erogazione ancora in stallo della terza rata da 19 miliardi di euro e sulla richiesta della quarta rata alla Commissione Europea, che l’11 luglio ha portato ad una revisione degli obiettivi intermedi da parte della Cabina di regia sul PNRR coordinata dal Ministro Fitto.

«Al fine di fornire un quadro oggettivo della situazione, di informare i cittadini ed evitare strumentalizzazioni politiche – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – nell’ambito delle attività del proprio nostro Osservatorio sul Servizio Sanitario Nazionale abbiamo effettuato un monitoraggio indipendente dello status di avanzamento della Missione Salute del PNRR».

Le analisi sono state condotte utilizzando le seguenti fonti istituzionali:

Il monitoraggio è stato effettuato sia sulle scadenze di traguardi e obiettivi europei che nazionali. È bene precisare che questi ultimi costituiscono step intermedi che non condizionano l’erogazione dei fondi da parte dell’Europa. Tuttavia, «se il mancato rispetto delle scadenze nazionali non influenza direttamente l’erogazione delle rate – commenta il Presidente – rappresenta comunque una “spia rossa” di rallentamenti nell’attuazione dei vari progetti, aumentando il rischio di non raggiungere le correlate scadenze europee».

Aggiornamento delle fonti. I dati relativi all’andamento sull’attuazione del Piano disponibili sul sito web Italia Domani sono aggiornati al 4° trimestre 2022 per tutte le Missioni. «È inaccettabile – commenta Cartabellotta – che la piattaforma di riferimento pubblica per monitorare lo stato di attuazione del PNRR non venga aggiornata da oltre 6 mesi». Viceversa, il sito PNRR del Ministero della Salute risulta sostanzialmente aggiornato in tempo (al 15 giugno 2023).

Scadenze europee (EU). Al 30 giugno 2023 tutte le scadenze europee risultano rispettate ad eccezione dell’obiettivo “Assegnazione di 1.800 borse di studio per la formazione specifica in Medicina generale”, destinate alla formazione dei nuovi medici di famiglia. «A fronte di risorse ripartite alle Regioni nell’ottobre 2022 – spiega Cartabellotta – ad oggi non risulta alcuna assegnazione delle borse di studio. Senza entrare nel merito delle sinergie e delle relative responsabilità di Governo e Regioni, di fatto l’obiettivo non risulta raggiunto come riportato sul sito del Ministero della Salute».

Scadenze nazionali. Al 30 giugno 2023 non risultano rispettate le seguenti scadenze:

  • Scadenze 31 dicembre 2022
    • Approvazione dei progetti idonei per indizione della gara per l’interconnessione aziendale: inizialmente 105, poi ridotti a 70 nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2023-2025 del Ministero della Salute
    • Approvazione di almeno 600 progetti idonei per indizione della gara per la realizzazione delle Centrali Operative Territoriali
  • Scadenze 31 marzo 2023
    • Incremento di 292.000 persone over 65 da trattare in assistenza domiciliare
    • Assegnazione di almeno 600 Codici Unici di Gara (CIG)/provvedimento di convenzione per la realizzazione delle Centrali Operative Territoriali
  • Scadenze 30 giugno 2023
    • Assegnazione di almeno 1.350 codici CIG/provvedimento di convenzione per la realizzazione delle Case della Comunità. Da rilevare che la “Terza Relazione sullo stato di attuazione del PNRR” del Governo riporta che ad aprile i CIG attribuiti erano 1.327
    • Stipula di un contratto per il progetto pilota che fornisca strumenti di intelligenza artificiale a supporto dell’assistenza primaria
    • Stipula di almeno 70 contratti per l’interconnessione aziendale: inizialmente 105, poi ridotti a 70 nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) 2023-2025 del Ministero della Salute
    • Stipula di almeno 600 contratti per la realizzazione delle Centrali Operative Territoriali
    • Reingegnerizzazione del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS) a livello locale – Completamento del patrimonio informativo (servizi applicativi) – Numero di nuovi flussi informativi nazionali adottati da tutte le 21 Regioni: riabilitazione territoriale, consultori familiari
    • Completamento della procedura di iscrizione ai corsi di formazione manageriale

«Rilevante segnalare – precisa Cartabellotta – che la “Terza Relazione sullo stato di attuazione del PNRR” del Governo non fa alcuna menzione delle scadenze nazionali non rispettate, nonostante siano regolarmente monitorate e rendicontate dal sito PNRR Salute del Ministero della Salute e rappresentino cruciali indicatori di monitoraggio intermedio per le Regioni e, a cascata, per le Aziende sanitarie».

Livello di spesa. La “Terza Relazione sullo stato di attuazione del PNRR” del Governo riporta che la maggior parte delle Amministrazioni titolari ha raggiunto un livello di spesa inferiore alle previsioni: in particolare per la Missione Salute a fronte di uno stanziamento di € 15.625,5 milioni, sono stati spesi meno di € 79 milioni, ovvero lo 0,5% dei fondi. «Un dato – commenta Cartabellotta – che conferma i ritardi accumulati sulle scadenze nazionali e che potrebbe incidere sul raggiungimento degli obiettivi finali».

Elementi di debolezza e criticità. Per la Missione Salute la “Terza Relazione sullo stato di attuazione del PNRR” del Governo ha identificato criticità per eventi e circostanze oggettive su tre obiettivi: “Casa della Comunità e presa in carico della persona”, “Ospedali di Comunità” e “Verso un ospedale sicuro e sostenibile”. Le criticità segnalate riguardano l’aumento dei costi, anche per scarsità di materiali, lo squilibrio tra offerta e domanda, gli investimenti non attrattivi e l’impreparazione del tessuto produttivo. «Dalla classificazione delle criticità – commenta Cartabellotta – e dagli esempi riportati non è affatto chiaro se si tratti di situazioni che hanno già condizionato lo status di avanzamento dei progetti, oppure se costituiscano ostacoli dal potenziale impatto sulle scadenze future».

«Al 30 giugno 2023 – conclude Cartabellotta – l’attuazione della Missione Salute fa registrare una sola scadenza europea non rispettata, ovvero l’assegnazione di 1.800 borse di studio per la formazione specifica in Medicina generale. Un ritardo che potrebbe essere anche conseguente a co-responsabilità delle Regioni per mancata pubblicazione dei bandi. Dalla nostra analisi emergono però altri elementi degni di nota. Innanzitutto, il mancato rispetto di numerose scadenze nazionali relative non solo a giugno 2023, ma anche a marzo 2023 e a dicembre 2022; ritardi peraltro non segnalati né dal sito Italia Domani, né dalla “Terza Relazione sullo stato di attuazione del PNRR” del Governo, le cui modalità di rendicontazione pubblica non seguono le scadenze nazionali. In secondo luogo, la quantità irrisoria di fondi effettivamente già spesi (0,5%), che in larga misura dipende dai ritardi accumulati sulle scadenze nazionali. Infine, la revisione degli obiettivi intermedi della quarta rata non riguarda gli interventi della Missione 6 di cui è titolare il Ministero della Salute».

Per approfondire

HERA Invest offre 100 milioni € per soluzioni innovative contro le minacce per la salute

La Commissione e la Banca europea per gli investimenti annunciano oggi l’istituzione di HERA Invest, un’integrazione di 100 milioni € al programma InvestEU, per sostenere ricerca e sviluppo (R&S) sulle minacce sanitarie transfrontaliere più urgenti, finanziati mediante il programma EU4Health. Attualmente le imprese europee hanno difficoltà ad accedere a finanziamenti pubblici e privati sufficienti per lo sviluppo e l’espansione di soluzioni all’avanguardia nell’ambito della salute e delle scienze della vita. L’innovazione è necessaria per rispondere alle minacce sanitarie prioritarie, come gli agenti patogeni con un elevato potenziale pandemico o la resistenza agli antibiotici.

HERA Invest, un’iniziativa faro dell’Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie, si concentrerà sulla prevenzione e la preparazione alle emergenze sanitarie, contribuendo ad affrontare tali sfide attraverso:

  • la promozione della R&S in Europa per potenziare l’autonomia strategica;
  • la riduzione dei fallimenti del mercato, quando le risorse finanziarie non coprono il fabbisogno di finanziamenti;
  • la mobilitazione dei finanziamenti pubblici per incentivare gli investimenti privati;
  • la predisposizione di nuove contromisure mediche volte a proteggere dalle minacce per la salute.

Come opera HERA Invest?

Lo strumento finanziario HERA Invest è rivolto alle piccole e medie imprese (PMI) che sviluppano contromisure mediche per affrontare una delle seguenti minacce per la salute:

  • agenti patogeni con potenziale pandemico o epidemico;
  • minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari derivanti da emissioni accidentali o deliberate;
  • resistenza antimicrobica.

Nell’ambito di HERA Invest, la Banca europea per gli investimenti (BEI) concederà prestiti di capitale di rischio, che copriranno al massimo il 50 % dei costi totali del progetto. La procedura di presentazione delle domande è in corso. La BEI valuta se un’operazione è ammissibile in base a criteri definiti e alla fattibilità commerciale e scientifica del progetto.

Le imprese interessate possono trovare maggiori informazioni qui, o contattare la BEI direttamente o attraverso l’HERA.

Contesto

La missione dell’Autorità per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie (HERA) è prevenire, individuare e rispondere rapidamente alle emergenze sanitarie. L’HERA è stata istituita nel settembre 2021 per sostituire le singole soluzioni ad hoc impiegate nella gestione e nella risposta alla pandemia con una struttura permanente dotata di strumenti e risorse adeguati per pianificare l’azione dell’UE in caso di emergenze sanitarie. Uno degli obiettivi principali dell’HERA è garantire lo sviluppo, la produzione, l’approvvigionamento e l’equa distribuzione di contromisure mediche essenziali per colmare eventuali lacune in termini di disponibilità e accessibilità.

L’istituzione di HERA Invest è una delle cinque iniziative faro dell’HERA, come indicato nel piano di lavoro dell’HERA 2023, che affronta le sfide e i fallimenti del mercato e rafforza l’autonomia strategica aperta dell’Unione.

L’HERA, insieme agli Stati membri, ha individuato tre specifiche minacce sanitarie a impatto elevato per garantire la preparazione e la risposta, colmando eventuali lacune nella disponibilità e nell’accessibilità delle contromisure mediche.

L’individuazione delle principali minacce alla nostra sicurezza sanitaria ha dato l’avvio a un processo volto a garantire lo sviluppo, la capacità di produzione e l’espansione della produzione, l’approvvigionamento e la potenziale costituzione di scorte di medicinali, strumenti diagnostici, dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale, nonché altre contromisure mediche finalizzate garantirne la disponibilità e l’accessibilità in caso di necessità. L’HERA garantirà che gli investimenti siano costantemente orientati alla salvaguardia della salute pubblica e della sicurezza sanitaria in termini di disponibilità di contromisure mediche.

L’HERA è un pilastro essenziale dell’Unione europea della salute e una risorsa fondamentale per rafforzare la risposta e la preparazione dell’UE alle emergenze sanitarie.

La Banca europea per gli investimenti (BEI): la BEI è di proprietà comune dei 27 Stati membri dell’UE. Attraverso le sue attività di prestito, finanziamento misto e consulenza, mira a rafforzare il potenziale dell’Europa in termini di posti di lavoro e crescita, a sostenere le azioni di adattamento ai cambiamenti climatici e mitigazione degli stessi e a promuovere le politiche dell’UE al di fuori dei suoi confini. Tra il 2015 e il 2020 la BEI è stata il partner esecutivo del Fondo europeo per gli investimenti strategici e il gestore del polo europeo di consulenza sugli investimenti, i principali pilastri del piano di investimenti per l’Europa. Dal 2021 è uno dei partner esecutivi di InvestEU.

Il programma InvestEU fornisce all’UE finanziamenti a lungo termine, mobilitando fondi pubblici e privati a sostegno delle priorità politiche dell’UE. Nell’ambito del programma, il Fondo InvestEU è attuato tramite partner finanziari che investiranno in progetti utilizzando la garanzia di bilancio dell’UE, mobilitando così almeno 372 miliardi € di investimenti supplementari.

Slitta ancora il Piano di prevenzione vaccinale. Conversano (HappyAgeing): “Segnale negativo per la politica e per la salute pubblica”

“La mancata approvazione del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-2025 (PNPV) da parte della Conferenza Stato-Regioni, nel corso della seduta tenutasi quest’oggi, è una cattiva notizia per la politica, per il Servizio Sanitario Nazionale e per la salute pubblica. Come HappyAgeing – Alleanza Italiana per l’Invecchiamento Attivo esprimiamo preoccupazione per questo atto mancato e molto atteso che consentirebbe alle Regioni di elaborare e organizzare strategie e campagne vaccinali capillari ed efficaci”. Lo afferma Michele Conversano, Presidente Comitato Tecnico Scientifico HappyAgeing, commentando la notizia della mancata approvazione del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2023-2025 da parte della Conferenza Stato-Regioni.

“Teniamo a ricordare che il nostro Paese è senza un Piano aggiornato dal 2019 e che fino ad ora si è proceduto con proroghe del precedente. È del tutto evidente, soprattutto alla luce dell’esperienza del Covid, quanto sia urgente l’approvazione di un nuovo Piano che tenga conto delle innovazioni, delle evidenze scientifiche acquisite nel frattempo e delle esigenze di salute pubblica, che sono in continua evoluzione. Non si può ignorare, ad esempio – chiarisce Conversano – il progressivo invecchiamento della popolazione che richiede un’attenzione particolare e dedicata alle vaccinazioni raccomandate per la terza età, con indicazioni specifiche anche per campagne di chiamata attiva adeguate al target”.

Il mancato accordo sul PNPV 2023-2025 può rappresentare tuttavia un’opportunità per migliorare ancora il testo e inserire al suo interno le indicazioni relative ai vaccini contro il Covid. “Al momento, infatti, il documento non affronta il tema Covid, sebbene sia ormai ampiamente dimostrata l’utilità dei vaccini nella prevenzione delle forme gravi di malattia nei soggetti fragili, primi fra tutti gli anziani. Auspichiamo dunque – conclude il Presidente C.T.S. HappyAgeing – che si trovi spazio, all’interno del Piano, per le indicazioni relative al Covid o, in alternativa, che arrivi presto una circolare del Ministero della Salute, così da farci trovare pronti alla prossima stagione autunnale”.

“Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale è un documento di importanza strategica per la salute collettiva e quindi per quell’ampia e fragile fascia di popolazione rappresentata dagli anziani – ribadisce Francesco Macchia di HappyAgeing – Per questo, in occasione degli Stati Generali dell’Invecchiamento attivo, che si terranno a Roma il prossimo 3 ottobre, dedicheremo una sessione di lavoro proprio al PNPV e alla normalizzazione dell’immunizzazione per il COVID. Speriamo di poter discutere dei contenuti del Piano approvato e non di trovarci a commentare la mancanza di un documento di così grande rilevanza”.

Per approfondire

OMS: le continue epidemie di influenza aviaria negli animali rappresentano un rischio per l’uomo

Le attuali epidemie di influenza aviaria hanno causato devastazioni nelle popolazioni animali come pollame, uccelli selvatici e alcuni mammiferi, e danneggiato i mezzi di sussistenza degli agricoltori e il commercio alimentare. Sebbene colpiscano in gran parte gli animali, questi focolai pongono rischi continui per l’uomo.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) e l’Organizzazione mondiale per la salute animale (WOAH) stanno esortando i paesi a lavorare insieme in tutti i settori per salvare quanti più animali possibile e proteggere le persone.

I virus dell’influenza aviaria normalmente si diffondono tra gli uccelli, ma il numero crescente di rilevamenti di influenza aviaria H5N1 tra i mammiferi, che sono biologicamente più vicini agli esseri umani rispetto agli uccelli, solleva la preoccupazione che il virus possa adattarsi per infettare gli esseri umani più facilmente. Inoltre, alcuni mammiferi possono fungere da recipienti di miscelazione per i virus dell’influenza, portando alla comparsa di nuovi virus che potrebbero essere più dannosi per gli animali e per l’uomo.

Il ceppo oca/Guangdong dei virus dell’influenza aviaria H5N1 è emerso per la prima volta nel 1996 e da allora ha causato epidemie negli uccelli. Dal 2020, una variante di questi virus appartenenti al clade H5 2.3.4.4b ha portato a un numero senza precedenti di decessi negli uccelli selvatici e nel pollame in molti paesi in Africa, Asia ed Europa. Nel 2021 il virus si è diffuso in Nord America e nel 2022 in Centro e Sud America.

Nel 2022, 67 paesi in cinque continenti hanno segnalato a WOAH focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità H5N1 nel pollame e nei volatili selvatici, con oltre 131 milioni di pollame domestico persi a causa della morte o dell’abbattimento nelle fattorie e nei villaggi colpiti. Nel 2023, altri 14 paesi hanno segnalato focolai, principalmente nelle Americhe, poiché la malattia continua a diffondersi. Diversi eventi di morte di massa sono stati segnalati negli uccelli selvatici, causati dai virus dell’influenza A(H5N1) clade 2.3.4.4b.

Monitoraggio della recente ondata di focolai tra i mammiferi

Recentemente, ci sono state segnalazioni crescenti di focolai mortali tra i mammiferi causati anche dai virus dell’influenza A(H5), compresi i virus dell’influenza A(H5N1). Dieci paesi in tre continenti hanno segnalato focolai nei mammiferi a WOAH dal 2022. È probabile che ci siano più paesi in cui i focolai non sono stati ancora rilevati o segnalati. Sia i mammiferi terrestri che quelli marini sono stati colpiti, compresi focolai di visoni d’allevamento in Spagna, foche negli Stati Uniti d’America e leoni marini in Perù e Cile, con almeno 26 specie note per essere state colpite. I virus H5N1 sono stati rilevati anche in animali domestici come cani e gatti in diversi paesi, con recenti rilevamenti di H5N1 nei gatti annunciati dalle autorità polacche.

“C’è un recente cambiamento di paradigma nell’ecologia e nell’epidemiologia dell’influenza aviaria che ha accresciuto la preoccupazione globale poiché la malattia si è diffusa in nuove regioni geografiche e ha causato insolite morie di uccelli selvatici e un allarmante aumento dei casi di mammiferi”, ha affermato il dottor Gregorio Torres, Direttore del Dipartimento di Scienze del WOAH.

Valutazione del rischio per l’uomo

Sono stati segnalati anche sporadici rilevamenti di virus dell’influenza A (H5N1) clade 2.3.4.4b nell’uomo, ma rimangono molto rari, con 8 casi segnalati da dicembre 2021. Le infezioni nell’uomo possono causare malattie gravi con un alto tasso di mortalità. I casi umani finora rilevati sono per lo più legati a stretto contatto con uccelli infetti e ambienti contaminati.

“Con le informazioni disponibili finora, il virus non sembra essere in grado di trasmettersi facilmente da una persona all’altra, ma è necessaria vigilanza per identificare qualsiasi evoluzione del virus che possa cambiarlo”, ha affermato la dott.ssa Sylvie Briand, direttrice di Epidemic e Pandemic Preparedness and Prevention, OMS. “L’OMS sta lavorando a stretto contatto con la FAO e WOAH e le reti di laboratori per monitorare l’evoluzione di questi virus, cercando segnali di qualsiasi cambiamento che potrebbe essere più pericoloso per l’uomo. Incoraggiamo tutti i paesi ad aumentare la loro capacità di monitorare questi virus e di rilevare eventuali casi umani.Ciò è particolarmente importante in quanto il virus sta ora colpendo paesi con un’esperienza precedente limitata nella sorveglianza dell’influenza aviaria”.

Sono in corso studi per identificare eventuali cambiamenti nel virus che potrebbero aiutare il virus a diffondersi più facilmente tra i mammiferi, compreso l’uomo.

“L’epidemiologia dell’H5N1 continua a evolversi rapidamente”, sostiene Keith Sumption, Veterinario Capo della FAO. “La FAO richiama l’attenzione sulla necessità di vigilanza e condivisione tempestiva delle sequenze genetiche per monitorare l’epidemiologia molecolare per la valutazione del rischio e un migliore controllo delle malattie”.

Frenare la diffusione dell’influenza aviaria

Data la diffusione senza precedenti del virus dell’influenza aviaria A(H5N1) tra uccelli e mammiferi e il potenziale rischio per la salute umana, i partner tripartiti – FAO, OMS e WOAH – esortano i paesi a intraprendere le seguenti azioni:

  • Prevenire l’influenza aviaria alla fonte , principalmente attraverso misure di biosicurezza potenziate negli allevamenti e nelle catene del valore del pollame, e applicare buone pratiche igieniche. I membri WOAH, in consultazione con il settore avicolo, possono considerare la vaccinazione del pollame come uno strumento complementare di controllo delle malattie basato su una solida sorveglianza e tenendo conto di fattori locali come ceppi virali circolanti, valutazione del rischio e condizioni di attuazione della vaccinazione.
  • Rileva, segnala e rispondi rapidamente alle epidemie animali come prima linea di difesa. Quando viene rilevata un’infezione negli animali, i paesi sono incoraggiati ad attuare strategie di controllo come descritto negli standard WOAH.
  • Rafforzare la sorveglianza dell’influenza negli animali e nell’uomo. Per consentire una risposta tempestiva, la sorveglianza basata sul rischio negli animali dovrebbe essere rafforzata prima e durante i periodi ad alto rischio. I casi animali di influenza aviaria devono essere segnalati tempestivamente alla WOAH. Il sequenziamento genetico dovrebbe essere condotto periodicamente per rilevare eventuali cambiamenti nei virus già presenti nell’area o l’introduzione di nuovi virus. Negli esseri umani , dovrebbe essere data priorità a quanto segue: (i) sorveglianza per gravi infezioni respiratorie acute e malattie simil-influenzali, (ii) attento esame di eventuali modelli epidemiologici insoliti, (iii) segnalazione di infezioni umane ai sensi del regolamento sanitario internazionale e ( iv) condivisione dei virus influenzali con i Centri di collaborazione per la consultazione e la ricerca sull’influenza del Sistema globale di sorveglianza e risposta all’influenza dell’OMS (GISRS).
  • Condurre indagini epidemiologiche e virologiche su epidemie animali e infezioni umane. La sorveglianza dovrebbe essere rafforzata per individuare e indagare rapidamente su ulteriori casi sospetti di animali e umani.
  • Condividi rapidamente i dati sulla sequenza genetica dei virus umani, animali o dei loro ambienti in database accessibili al pubblico, anche prima della pubblicazione sottoposta a revisione paritaria.
  • Incoraggiare la collaborazione tra i settori della salute animale e umana , in particolare nei settori della condivisione delle informazioni, della valutazione congiunta del rischio e della risposta.
  • Comunicare il rischio. Allertare e formare gli operatori sanitari e le persone professionalmente esposte sui modi per proteggersi. Il pubblico in generale e i lavoratori degli animali dovrebbero essere avvisati di evitare il contatto con animali malati e morti e di segnalarli alle autorità sanitarie. Dovrebbero anche essere avvisati di cercare assistenza medica in caso di malessere e di segnalare qualsiasi esposizione agli animali al proprio medico.
  • Garantire la preparazione alla pandemia influenzale a tutti i livelli.

FAO, OMS e WOAH hanno convocato esperti per esaminare la situazione, monitorare la natura in rapida evoluzione del virus e aggiornare le raccomandazioni per frenarne la diffusione, oltre a lavorare con i paesi in preparazione e risposta e facilitare la collaborazione tra paesi e settori. La diffusione del virus nei cinque continenti parla della necessità di cooperazione globale e vigilanza per proteggere animali, persone ed economie.

Telemedicina in oculistica, nasce la prima Clinica Virtuale dell’Ausl di Bologna

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“L’Azienda USL di Bologna fa da apripista nel territorio italiano: la Clinica Virtuale di Bazzano, nel comune di Valsamoggia, è la prima realtà di questo tipo a livello nazionale”. Un ulteriore passo avanti per l’Oculistica grazie allo sviluppo della telemedicina, che rappresenta il futuro della cura e dell’assistenza territoriali su cui l’Azienda investe da tempo. Paolo Bordon, direttore generale dell’Azienda USL di Bologna, individua ulteriori ragioni di soddisfazione nel fatto che questo progettonasce con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Soprattutto, dalla consapevolezza che le criticità messe in luce dalla pandemia, e ben descritte nell’introduzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, riguardano anche l’Oculistica ed è pertanto sempre più urgente sviluppare una medicina territoriale di prossimità”.

Non è casuale, infatti, che l’iniziativa Clinica Virtuale abbia preso il via per centrare tutti gli obiettivi della Missione 6 (Salute) del PNRR, con particolare rimando alla Componente 1 “Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale”. A questo proposito, il direttore generale dell’Azienda USL di Bologna puntualizza: “Anzi, è proprio la declinazione in chiave oculistica del PNRR. Il progetto di Clinica Virtuale vuole rispondere alla necessità di rendere il percorso di cura dei pazienti, sempre più “a chilometro zero”, smart, accessibile, facilitando l’adesione dei pazienti al follow-up, con un conseguente guadagno in termini di salute del singolo e dell’intera comunità. La nostra Azienda sta gettando le basi di un lungo percorso condiviso con la cittadinanza. Possediamo gli strumenti per affrontare le sfide della nuova sanità territoriale, ma è necessario che ciascuno faccia la propria parte per accompagnare questo importante cambiamento, così da muoverci tutti insieme nella medesima direzione”.

Potenziare le strutture oculistiche presenti sul territorio emiliano

L’iniziativa – realizzata in meno di due anni da un gruppo multidisciplinare di professionisti, coordinato da un board aziendale con focus lo sviluppo della telemedicinaha comportato un investimento aziendale di circa un milione di euro per l’acquisizione di apparecchiature tecnologicamente avanzate e per sofisticati software volti alla trasmissione di dati e immagini. L’obiettivo è potenziare le prestazioni oculistiche sul territorio, sia agevolando l’erogazione dei servizi in prossimità del domicilio dei pazienti sia promuovendo e sviluppando la telerefertazione.

Puntualizzano Manlio Nicoletti e Francesca Quagliano, rispettivamente direttore dell’oculistica e dirigente medico oculista dell’Azienda USL di Bologna: “Il progetto relativo alla Clinica Virtuale non è il primo di telemedicina in ambito oculistico; ha infatti seguito un altro relativo all’introduzione della televisita. Entrambi i progetti sono nati nel 2021 con l’obiettivo di rispondere alle necessità sorte durante le prime fasi della pandemia quando, per garantire il distanziamento sociale, numerosi controlli oculistici cominciavano ad essere eseguiti da remoto grazie all’avvio delle prime televisite”. In questo contesto, dunque, l’Oculistica dell’Azienda USL di Bologna ha introdotto le prestazioni ambulatoriali di telemedicina all’interno dei percorsi di cura dei propri pazienti. “Se nelle prime fasi dell’emergenza Covid-19 la telemedicina è stata una necessità per garantire la continuità dell’assistenza – continuano i due professionisti – in seguito tanto gli operatori sanitari quanto i pazienti hanno apprezzato i vantaggi e le opportunità della telemedicina”.

I pazienti possono essere seguiti nei presidi territoriali senza l’esigenza di recarsi periodicamente presso grandi centri hub per avere una risposta clinica di alta qualità

Così, dopo la televisita, divenuta una realtà consolidata presso l’Azienda USL di Bologna, ha preso il via la rete oculistica di telemedicina hub and spoke, che prevede la realizzazione di Cliniche Virtuali – quattro, nel caso specifico – in centri spoke dislocati sul territorio, dotati di tecnologie e strumentazione di fascia alta e di ultima generazione, che permettono di eseguire diagnosi tempestive e precise ed accurati follow-up. In questo modo i pazienti possono essere seguiti nei presidi territoriali senza l’esigenza di recarsi periodicamente presso grandi centri hub per avere una risposta clinica di alta qualità. Gli esami diagnostici, le immagini e i dati raccolti nella Clinica Virtuale vengono valutati e refertati dal medico oculista presente all’interno dell’hub dell’ospedale Maggiore di Bologna, mediante un software dedicato all’elaborazione delle immagini e alla telerefertazione. Poi, tramite la telemedicina e l’innovazione digitale. i medici oculisti del centro hub hanno l’opportunità di seguire il follow-up dei pazienti nelle cliniche virtuali, prossime al domicilio degli assistiti, garantendo una copertura capillare del follow-up e delle prestazioni sull’intero territorio.

Innovazione e telemedicina: riparte da qui l’assistenza territoriale

“Il progetto Clinica Virtuale – riprendono Nicoletti e Quagliano – si fonda su un modello anglosassone di presa in cura delle patologie oculistiche basato sulla telemedicina, Virtual Clinic, adattato al contesto italiano. La validità di tale modello di presa in cura in termini di appropriatezza, rispetto dei tempi dì attesa ed efficacia clinica è stata descritta in diversi articoli pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche internazionali: da British Journal of Ophthalmology a Eye a Ophthalmology, solo per citarne alcune”. Numeri alla mano, “grazie alla presenza di Cliniche Virtuali sul territorio si riducono del 52% gli accessi non necessari nei centri hub e inoltre vengono rispettati i tempi d’attesa per il trattamento delle principali patologie oculari. Per esempio, nei pazienti con maculopatia legata all’età essudativa, il trattamento viene eseguito entro 30 giorni”, puntualizzano il direttore dell’oculistica e dirigente medico oculista dell’Azienda USL di Bologna.

Telemedicina in oculistica e innovazione digitale divengono così strumenti grazie ai quali è possibile garantire ai cittadini i benefici derivanti da una tangibile continuità assistenziale territoriale che rende la presa in carico completa, anche in ragione dell’uso di una cartella ambulatoriale elettronica condivisa.

Gli esami al momento eseguibili presso la prima Clinica Virtuale dell’Azienda USL di Bologna sono l’OCT (tomografia ottica a radiazione coerente) e l’ANGIO-OCT (esame oculare non invasivo volto alla diagnosi e al monitoraggio di anomalie della vascolarizzazione retinica). Ancora, il campo visivo computerizzato (esame funzionale che consente di valutare alterazioni del campo visivo, di origine oculistica oppure neurologica), la retinografia (che permette di documentare la presenza di malattie inerenti la retina e la macula), la retinografia Ultra-Wide Field (esame di particolare supporto per diagnosticare, analizzare, documentare nonché monitorare patologie oculari che possono prendere il via proprio nella periferia retinica) e la tonometria (tecnica diagnostica mirata a verificare la pressione interna dell’occhio).

Percorso di cura più agevole e smart: tutti i vantaggi per i pazienti

Finora i pazienti eseguivano le prestazioni di follow-up all’interno degli ambulatori oculistici di II livello dell’Ospedale Maggiore, presidio che dispone di tutte le tecnologie per la corretta valutazione dei vari parametri e di tutte le professionalità mediche e tecniche assistenziali necessarie. Ciò determinava un numero elevato di accessi nel centro hub ospedaliero con un conseguente disagio per i pazienti residenti in sedi periferiche, motivo per cui la distanza rappresentava un’ulteriore difficoltà nell’adesione al follow-up (con particolare riferimento al lungo periodo).

Da oggi invece, rimarcano Nicoletti e Quagliano, “tramite la telemedicina e l’innovazione digitale i medici oculisti del centro hub possono seguire il follow-up dei pazienti nelle cliniche virtuali, prossime al domicilio degli assistiti, garantendo una continuità assistenziale tra ospedale e territorio che rende la presa in carico completa. Il vantaggio per i pazienti è duplice: possono trovare una risposta di qualità ai bisogni di salute vicino a casa e, al contempo, essere seguiti con continuità dai professionisti del centro hub”.

I principali vantaggi sono riscontrati da coloro che vivono in periferia oppure da pazienti con disabilità e fragilità che trovano più difficoltà nel raggiungimento del centro hub

Nel dettaglio, i principali vantaggi sono riscontrati da coloro che vivono in periferia oppure da pazienti con disabilità e fragilità che trovano più difficoltà nel raggiungimento del centro hub (che in Azienda USL a Bologna, appunto, ha sede all’Ospedale Maggiore).

Riprendendo i numeri, per rendersi conto della portata della telerefertazione basti pensare che l’Azienda ogni anno eroga complessivamente circa 156.000 prestazioni oculistiche ambulatoriali, prendendo in carico 120mila pazienti oculistici, e vengono eseguiti circa 23mila esami strumentali all’anno (tra OCT, campi visivi computerizzati e fotografia del fundus/retinografie) per un totale di 20.900 pazienti ogni anno.

Si stima che circa il 67% di queste prestazioni (e di questi pazienti) possa essere potenzialmente seguito presso le nuove Cliniche Virtuali dell’Azienda USL di Bologna. In particolare, nel Distretto di Reno Lavino Samoggia (comuni: Casalecchio di Reno, Monte San Pietro, Sasso Marconi, Valsamoggia, Zola Predosa) potranno essere eseguiti il 12% degli esami di follow-up. Di fatto, dando seguito al DM 77/2022 (“Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale”), diviene realtà il nuovo modello di sanità che punta a rendere il territorio il luogo per la diagnosi e cura delle patologie oculari, usufruendo della telemedicina.

Tavolo tecnico ministeriale, AIIC: impossibile governare le tecnologie per la salute senza esperti

Risulta impossibile governare le tecnologie senza gli esperti di tecnologie: questo il senso della lettera che il presidente dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici, Umberto Nocco, ha inviato al Ministro della Salute, prof. Orazio Schillaci, a seguito della comunicazione della composizione del Tavolo Tecnico per lo studio delle criticità emergenti dall’attuazione del Regolamento dell’assistenza ospedaliera (DM70) e dall’attuazione del Regolamento dell’assistenza territoriale (DM77).

Senza alcuna polemica “di posizione”, nella sua missiva il presidente Nocco si dichiara certo che l’assenza degli Ingegneri Clinici dal citato Tavolo Tecnico “sia frutto di un mero errore materiale che però può costituire un potenziale difetto alla composizione del tavolo stesso: gli Ingegneri Clinici sono riconosciuti come le figure che nel SSN garantiscono un uso sicuro, economico ed appropriato delle tecnologie e una loro esclusione dal citato tavolo ci lascerebbe stupiti e amareggiati”.

AIIC coglie quindi l’occasione per chiedere di essere inserita nel tavolo di lavoro per portare il contributo della “professione anche in questa attività, a vantaggio dei pazienti attraverso il Servizio Sanitario Nazionale. L’alternativa è che le tecnologie per la salute siano lasciate al caso, oppure governate da chi non ne ha conoscenza, competenza e responsabilità”.

Dopo l’estensione seguita alla petizione dell’associazione Donne Protagoniste in Sanità, che aveva segnalato l’assenza di donne, il Tavolo risulta così composto:

  • Prof. Avv. Arnaldo Morace Pinelli, Capo di Gabinetto del Ministro, con funzioni di Coordinatore;
  • Dot. Marco Mattei, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro;
  • Dott. Domenico Mantoan, Direttore dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali;
  • Dott. Stefano Lorusso, in qualità di Direttore generale della programmazione sanitaria o da un suo delegato;
  • Dott.ssa Mariella Mainolfi, in qualità di Direttore generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Servizio Sanitario Nazionale;
  • Dott.ssa Maria Grazia Lagana, in qualità di Direttore dell’Ufficio III della Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute;
  • Dott.ssa Valentina Santucci, in qualità di dirigente dell’Ufficio di Gabinetto;
  • Dott. Francesco Enrichens, Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali:
  • Dott. Anselmo Campagna, Coordinatore tecnico della Commissione salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome;
  • Dott. Francesco Saverio Mennini, esperto del Ministro della salute;
  • Prof. Francesco Cognetti, Coordinatore del Forum delle Società Scientifiche dei Clinici Ospedalieri ed Universitari Italiani e Presidente di FOCE;
  • Dot. Fabio De laco, Presidente Società di Medicina di Emergenza ed Urgenza (SIMEU);
  • Prof. Diego Foschi, Presidente del Collegio Italiano Chirurghi;
  • Dott. Dario Manfellotto, Presidente della Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti (FADOI);
  • Dott. Antonio Magi, segretario generale del Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Professionalità dell’Area Sanitaria (SUMAI);
  • Dot. Americo Cicchetti, Professore ordinario di Organizzazione Aziendale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore;
  • Prof.ssa Antonella Polimeni, Rettrice Università degli studi “La Sapienza”di Roma;
  • Prof.ssa Rosaria Alvaro, Università degli studi “Tor Vergata” di Roma;
  • Prof.ssa Anna Maria Staiano, Presidente della Società Italiana di Pediatria (SIP);
  • Prof. Vito D’Andrea, Professore Ordinario di Clinica Chirurgica Generale presso il Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università “La Sapienza” di Roma;
  • Dott. Silvestro Scotti, Segretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (FIMMG);
  • Dott. Enrico Desideri, Presidente della Fondazione per l’innovazione e la sicurezza in sanità;
  • Prof. Silvio Tafuri, Professore ordinario di Igiene generale ed applicata presso l’Università degli studi “Aldo Moro” di Bari;
  • Dott. Stefano Moriconi, Direttore della struttura tecnica di segreteria della Sezione I del Consiglio Superiore di Sanità;
  • Dot. Giuseppe Quintavalle, Direttore generale della Fondazione Policlinico “Tor Vergata” di Roma;
  • Dott.ssa Gabriella Guasticchi, Direttore UOC Asl Roma 2;
  • Dott. Fulvio Borromei, Federazione nazionale degli ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO);
  • Dot. Andrea Mandelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI);
  • Dott.ssa Angela Margiotta, Presidente Nazionale di Farmaciste Insieme;
  • Dott.ssa Daniela Mulas, Vice Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari Italiani (FNOVI);
  • Dott.ssa Monica Cirone, Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI);
  • Dott.ssa Caterina Masè, Vice Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO):
  • Dott.ssa Teresa Calandra, Presidente della Federazione Nazionale dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM-PSTRP);
  • Dott.ssa Paola Berardi, Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici (FNCF);
  • Sen. Dott. Vincenzo D’Anna, Presidente della Federazione degli Ordini dei Biologi (FNOB);
  • Dott.ssa Melania Salina, Vice Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Fisioterapisti (FNOFI);
  • Prof.ssa Maria Simonetta Spada, Collegio Nazionale Ordine Psicologi (CNOP);
  • Dott.ssa Mirella Silvani, Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali (CNOAS);
  • Prof.ssa Anna Maria Colao, Presidente della Società Italiana di Endocrinologia;
  • Dott.ssa Nicoletta Gandolfo, Presidente della Società Italiana di Radiologia Medica e interventistica (SIRM);
  • Prof. Antonino Giarratano, Presidente Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI);
  • Dott.ssa Rosa Borgia, Vice Presidente Confederazione Associazione Responsabili di Distretto (CARD);
  • Dott.ssa Simona Autunnali, Sindacato Nazionale Autonomo dei Medici Italiani (SNAMI);
  • Dott. Pierino Di Silverio, Associazione Nazionale Aiuti Assistenti Ospedalieri (ANAAO- ASSOMED);
  • Dott. Guido Quici, Coordinamento Italiano Medici Ospedalieri (CIMO);
  • Dott. Alessandro Vergallo, Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica (AAROIEMAC);
  • Dot. Andrea Bottega, Sindacatodelle Professioni Infermieristiche (NURSIND);
  • Dott.ssa Pina Onofri, Segretario generale Sindacato Medici Italiani (SMI);
  • Dott.ssa Barbara Francavilla, Segreteria nazionale FP CGIL;
  • Dott.ssa Marj Pallaro, Segreteria nazionale CISL funzione pubblica;
  • Dott.ssa Fulvia Murru, Segreteria nazionale UIL FPL;
  • Dot. Gianluca Giuliano, Segretario nazionale UGL Salute.