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La lettura inclusiva è partecipazione

Prosegue con questo approfondimento la collaborazione con il Cultural Welfare Center (CCW) sulla base di un progetto comune di diffusione della conoscenza sul valore delle arti e della cultura per il benessere e la salute

“Il libro è un canale, uno strumento, un facilitatore. Ma in realtà è tutto quello che succede attorno che può generare l’incanto della lettura”. Parola di Anna Peiretti e Cecilia Rubertelli, che dal 2016, dal progetto Libri per tutti alla Biblioteca per l’inclusione, fino a Con Testi, hanno favorito e promosso lo sviluppo delle attività della Fondazione Paideia dedicate alla lettura inclusiva.

Quanto a ciò che c’è intorno: innanzitutto 850 famiglie seguite dalla Fondazione nei diversi progetti, che vanno dalla riabilitazione alla ricerca ai momenti di svago, all’insegna dell’inclusione. Con il progetto Libri per tutti, Fondazione Paideia si è impegnata nella costruzione di una cultura dell’inclusione.

“Noi siamo partite – spiega Anna Peiretti, responsabile del progetto Libri per tutti – dall’oggetto-libro. Nel 2016 tutte le nostre forze erano sul creare libri con caratteristiche particolari, perché ci eravamo resi conto che non tutti i libri per bambini erano adatti e accessibili a tutti. Lo sforzo è stato trovare nella scrittura in simboli, attraverso il progetto regionale Libri per tutti, una via significativa che permettesse a tutti i bambini di condividere testi e storie. In questo senso la Comunicazione Aumentativa e Alternativa è stato uno strumento molto prezioso, straordinariamente efficace. Poi forse siamo andati un po’ oltre, soprattutto dopo il Covid: abbiamo cominciato a lavorare sul contesto di lettura inclusiva. Alla fine è nel momento della lettura condivisa, come accade nei laboratori, che ti rendi conto della potenza dell’inclusione data dai libri. Accade che tutti partecipano, trovano un modo”.

La Comunicazione Aumentativa e Alternativa e i Libri per tutti

La Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) è un insieme di strategie che facilitano e potenziano la comunicazione, favorendo anche l’accesso alla lettoscrittura. La CAA tenta di compensare disabilità comunicative temporanee o permanenti, limitazioni nelle attività e restrizioni alla partecipazione di persone con bisogni comunicativi complessi. Attraverso la CAA l’intento non è quello di sostituire ciò che il bambino è già in grado di fare, ma quello di aumentare le sue opportunità di partecipazione anche mediante modalità differenti dalla tradizionale lingua parlata come immagini, simboli, gesti, segni, dispositivi con uscita vocale.

La Comunicazione Aumentativa e Alternativa è un sistema flessibile che usa tutte le competenze comunicative della persona per potenziare le possibilità di accesso alla comunicazione di quanti incontrano difficoltà

La Comunicazione Aumentativa e Alternativa è un sistema flessibile che utilizza tutte le competenze comunicative della persona (vocalizzazioni o linguaggio verbale, gesti, segni e comunicazione con ausili e tecnologia avanzata) per potenziare le possibilità di accesso alla comunicazione di quanti incontrano difficoltà. Ne beneficiano non solo bambini e ragazzi con disabilità e bisogni comunicativi complessi, ma anche persone straniere al primo approccio con la lingua locale e soggetti con fragilità di comunicazione di tutte le età.

La CAA può essere un grande supporto perché è un modo di scoprire nuovi metodi per concepire i libri. Questa basa, infatti, la sua comunicazione su simboli e codici visivi (le illustrazioni): sentieri accessibili per raggiungere storie e significati anche per i lettori più fragili.

“Grazie alla progettazione e alla promozione di libri in simboli della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) sono favoriti l’accesso alla lettura a tutti i bambini e la costruzione di una cultura dell’inclusione”, afferma Peiretti. “Sulla base di questa consapevolezza, nel 2016 è nato il primo progetto volto a promuovere i libri in simboli della CAA, insieme a strumenti e modi di lettura in un contesto inclusivo: Libri per tutti. Si è formata una rete sull’intero territorio piemontese tra le biblioteche, i Servizi di Neuropsichiatria Infantile dell’ASL e altri enti per la diffusione e promozione dei libri modificati in CAA al fine di garantire alle persone con disturbi della comunicazione accesso autonomo a testi di lettura. Il progetto riceve annualmente un contributo della Regione Piemonte. La nostra Fondazione ha assunto il ruolo di promozione e coordinamento dell’intera rete e della Bottega Editoriale, un “laboratorio” dove un team di professionalità diverse lavora alla selezione, traduzione e validazione dei libri in simboli”.

Oggi in tutto il Piemonte sono attivi 78 scaffali di Libri per tutti: si trovano in biblioteche, musei, scuole, ma anche Aziende Sanitarie (la mappa). “Complessivamente, oggi, sono gratuitamente in distribuzione nelle sedi della rete 2.800 libri (il catalogo dei libri, tradotti ed editati dalla nostra Bottega Editoriale è di 100 titoli) – dice Peiretti -. Nelle biblioteche civiche di Chieri, Chivasso, Cuneo, Settimo Torinese, Torino e del Sistema Bibliotecario della Val Susa sono stati avviati laboratori di lettura di libri in simboli per le scuole e sportelli informativi sulla CAA”.

Documentazione e ricerca

La Bottega Editoriale si riunisce una volta al mese, per incontri di tre ore cui partecipano anche logopediste e bibliotecari della rete. “Il lavoro di documentazione ha prodotto un archivio di 78 verbali di traduzione in simboli, materiale condiviso a supporto della formazione e dei traduttori – spiega la referente -. Tutta la rete ha accesso ai materiali di documentazione; per i bibliotecari, i docenti e i terapisti è materiale qualificante la professione”.

Nella primavera del 2022 è partito il progetto Telemaco, tuttora in corso, volto alla progettazione e realizzazione di un libro in simboli originale per target: studenti di scuola secondaria di II grado. “Collaboriamo inoltre con IUAV Venezia e Università degli Studi di Torino – aggiunge -. Nel febbraio di quest’anno è anche stato attivato un confronto sull’uso dei libri in simboli per la didattica per stranieri”.

La Biblioteca per l’inclusione

Nel 2018 è nata la Biblioteca per l’inclusione del Centro Paideia, un luogo aperto a tutta la città, in cui condividere testi e storie in modo adeguato all’identità di ciascuno, sviluppando strategie comunicative e linguaggi diversi e sperimentando nuove modalità di lettura, affinché sia favorita la partecipazione di tutti. “Obiettivo della Biblioteca Paideia è promuovere la cultura dell’inclusione e favorire l’accesso alla lettura e alle storie a tutti i bambini, superando i limiti legati alle difficoltà di ciascuno”, dice Peiretti. “Vogliamo che sia un luogo di relazione in cui ognuno viene accolto secondo le sue possibilità. Questo avviene grazie all’accessibilità dello spazio, strutturato con arredi pensati per andare incontro a diverse esigenze; alla presenza nel catalogo di libri accessibili diversificati per tipologia e temi; ai laboratori di lettura inclusivi e alla sperimentazione di modalità di partecipazione alla lettura innovative e basate sull’utilizzo di codici comunicativi diversi”.

Nella sezione dedicata ai bambini, oltre a bellissimi albi illustrati e alla narrativa per ragazzi, ci sono lo scaffale Libri per tutti con i libri in simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), silent book, libri con inserti tattili e sonori, audiolibri, libri ad alta leggibilità, storie tradotte nella lingua dei segni italiana (LIS) e tanto altro. È presente inoltre una selezione di libri multisensoriali a cura della Cattedra di Pedagogia Speciale dell’Università degli Studi di Torino. Per gli adulti, il catalogo include volumi legati ai temi della genitorialità e dell’ambito psicosociale, della disabilità e dell’inclusione, della tutela e del non profit.

Da ottobre 2020 la Biblioteca per l’inclusione è parte del circuito delle Biblioteche Civiche Torinesi e tutto il catalogo è disponibile online, suddiviso in percorsi tematici sui temi dell’infanzia e dell’inclusione.

“Con Testi”: promuovere la lettura inclusiva nella fascia 0-6 anni

L’idea alla base del progetto è che tutti i bambini da 0 a 6 anni, anche e soprattutto i più fragili, siano partecipi della cultura e abbiano accesso ai libri

A maggio, a Torino ha preso il via l’evoluzione più recente delle azioni di Paideia per la lettura inclusiva, il progetto culturale Con Testi, nato per promuovere la lettura come mediatore di inclusione a supporto dell’infanzia e della genitorialità. Il progetto è stato finanziato dal Cepell, nell’ambito di Leggere 0/6. “L’idea che sta alla base di Con Testi è che tutti i bambini di età compresa fra 0 e 6 anni, anche e soprattutto i bambini più fragili, siano partecipi della cultura e abbiano accesso ai libri”. Intorno a questo obiettivo si sono radunati molti soggetti della città: Asl Città di Torino con la Casa della salute dei bambini e dei ragazzi, CCW, Biblioteche Civiche Torinesi, Abbonamenti Musei, Sono stati attivati 12 scaffali di libri in simboli e altri libri inclusivi, avviati programmi di laboratori di lettura e eventi formativi, da qui a febbraio 2024.

“Portiamo libri e voci – le voci della lettura; ecco il bagaglio – conclude Peiretti -. I libri sono per noi motori di processi creativi negli spazi della crescita umana di tutti i bambini. Non ci basta dare ad ognuno il libro più adatto, vogliamo modificare i contesti. Vogliamo testimoniare la reale possibilità di creare intorno a un bambino un sistema integrato di cura per il quale i libri e le narrazioni fungono da occasioni di incontro e scambio: famiglia-scuola-biblioteche-centri riabilitativi della cura-musei. Con Testi: la lettura non riguarda solo i luoghi tradizionalmente deputati ad essa, come le biblioteche, ma contamina altri spazi, come i presidi sanitari, i consultori, i musei, anche le piazze e i parchi, le aree della città ancora lontane dall’accesso alla cultura. Con i libri, con le persone e con nuove esperienze, vogliamo creare un ecosistema in cui la promozione alla lettura agisce per la trasformazione di contesti per l’inclusione”.

Intelligenza Artificiale, Assoram: “Molte potenzialità per altrettanti rischi”

Una lettera aperta alle Istituzioni per approfondire gli ambiti della filiera healthcare più sensibili alle innovazioni dettate dall’AI, senza dimenticarne i rischi. È l’invito al dialogo di ASSORAM, associazione che dal 1965 rappresenta la distribuzione primaria health.

“La lettera aperta alle Istituzioni, inviata oggi 24 luglio, vuole essere uno stimolo al rafforzamento della collaborazione pubblico-privato già in essere – dichiara il Direttore Generale Mila De Iure – per attenzionare gli impatti di queste innovazioni sul settore healthcare e sulla tenuta del valore etico, sociale, professionale e imprenditoriale del nostro comparto”.

ASSORAM ha riconosciuto al tema una centralità strategica all’interno dell’agenda associativa, a cui è stato dedicato anche un panel nell’Assemblea annuale degli associati. “Lo scorso 23 giugno abbiamo invitato professionisti, esperti di filiera e innovatori a confrontarsi con gli operatori della distribuzione sulle nuove evoluzioni della digitalizzazione: una digitalizzazione disruptive, che crea un prima e un dopo nella gestione delle attività aziendale e che può essere il primo passo verso nuove catene del valore”, chiarisce il Direttore Generale.

ASSORAM e il Centro Studi si fanno promotori di un invito alla cautela e al dialogo, che non ha il fine di rallentare l’evoluzione tecnologica del nostro comparto, ma invita a salvaguardare le regole universali del settore della health supply chain.

“Non è in discussione lo sfruttare o meno le potenzialità che l’AI ci offre: è una necessità – commenta il Presidente del Centro Studi ASSORAM Carlo Mambretti. Va trovato un nuovo equilibrio e non ci è permesso temporeggiare. È urgente indirizzare il dibattito politico e giuridico verso le fondamentali sfide economiche e sociali che l’Intelligenza Artificiale pone”.

La filiera di prodotti della salute è garanzia di qualità e sicurezza di prodotti e processi, dalla produzione alla dispensazione al cittadino/paziente, tanto che ad oggi risulta a penetrazione zero di merce contraffatta.

Ogni azienda che opera nel settore farmaceutico deve essere censita e identificata dalle autorità competenti e garantire tracciabilità e rintracciabilità delle proprie attività in modo che sia ben chiara la catena delle responsabilità contro ogni interruzione di qualità o reato farmaceutico. Allo stesso modo viene tracciata ogni causale che determini l’uscita del prodotto dalla filiera legale, dallo smaltimento a furto, rapina o smarrimento.

“Sia l’Europa con l’AI Act che l’Italia su più fronti stanno dimostrando un approccio sempre più responsabile nella ricerca di un’innovazione ‘buona’, in particolare in relazione a un settore così determinante per il benessere collettivo”, continua Mambretti. “Ne è un esempio, il più recente, il Manifesto Insieme per la trasformazione digitale a firma del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica e del Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Su questi temi ASSORAM garantisce la piena disponibilità dell’Associazione e del suo Centro Studi a contribuire al dibattito istituzionale portando il proprio know how e l’esperienza di questi quasi sessant’anni nella health supply chain”.

Agenas. Analisi dell’andamento dei ricavi da ticket: anni 2018-2022

AGENAS ha realizzato un approfondimento sull’andamento della compartecipazione alla spesa per prestazioni sanitarie (ticket) da parte dei cittadini nel periodo tra il 2018 e il 2022.

I ricavi da ticket per Regione/P.A.

Dall’analisi dei dati emerge come nel 2022 i ricavi da ticket ammontano a circa 1 miliardo di euro. Il dato è in aumento rispetto al 2021 e al 2020, ma rimane inferiore ai livelli precedenti la pandemia (anni 2019 e 2018). La variazione media a livello nazionale tra il 2018 e il 2022 segna una contrazione del 22%.
Il 96% degli importi derivano dalla compartecipazione alla spesa per prestazioni di specialistica ambulatoriale (nel 2022 pari a 973 milioni di euro), mentre ammonta al 3% il ticket per l’assistenza ricevuta presso i pronto soccorso (nel 2022 pari a 34 milioni).

I ricavi da ticket per abitante nel 2022 sono pari a 18€ pro-capite, in riduzione di 5€ rispetto al valore del 2018 (23 € pro-capite).

Leggi l’analisi completa (PDF)

Contratto medici, CIMO irremovibile su orario di lavoro e corretto utilizzo dei fondi

“Non ci sono ancora le condizioni per chiudere il contratto dei medici”. A ribadirlo, alla vigilia di un nuovo incontro in Aran, è il Presidente CIMO Guido Quici. “Occorre lavorare ancora molto per arrivare ad un accordo sul numero massimo di pronte disponibilità e di guardie notturne, che minano la qualità della vita dei professionisti, e sulla retribuzione del lavoro extra-orario. Ci sono numerosi aspetti che non sono stati affrontati, come l’intramoenia, gli specializzandi, la mobilità, l’aspettativa, il tema del patrocinio legale e il servizio fuori sede, che al momento obbligherebbe i medici a vagare tra diverse strutture ospedaliere distanti anche decine di chilometri”. 

“Senza aver ricevuto alcun testo – prosegue Quici –, abbiamo iniziato la discussione sulla parte economica, tuttavia al momento limitata agli incrementi contrattuali e senza conoscere la vera entità dei fondi. Non sappiamo in che modo verrà finanziata una nuova indennità che si intende istituire per i dirigenti sanitari, ovvero l’indennità di specificità sanitaria, se non grazie all’ennesimo contributo di solidarietà di medici e veterinari. Non sappiamo se la possibilità di utilizzare in modo improprio i fondi contrattuali sarà confermata o meno nel nuovo testo”.

“È indubbio che, anche grazie al contributo del lavoro instancabile dei tecnici della CIMO e alla disponibilità dimostrata dall’Aran, nelle ultime settimane siano stati ottenuti alcuni risultati positivi; ma a poco serviranno se le Regioni non intendono sciogliere i veri nodi della trattativa: non abbiamo alcuna intenzione di continuare a regalare ore di lavoro né di utilizzare i nostri fondi contrattuali per finalità diverse. CIMO, su questi due punti, sarà irremovibile”, conclude. 

Ondata di calore: +30% gli arrivi ai pronto soccorso degli ospedali

Gli ospedali stanno potenziando la risposta all’emergenza caldo per far fronte all’aumento del numero di pazienti che cercano assistenza presso i pronto soccorso.

“Stiamo registrando un aumento medio di accessi del 30% e le aziende sanitarie e ospedaliere stanno modulando la capacità di accoglienza, con posti letto aggiuntivi nelle medicine interne o ambulatori dedicati ai codici minori per alleggerire il carico di accessi nei pronto soccorso”, spiega il presidente della Fiaso, Giovanni Migliore.

L’attuale situazione climatica, caratterizzata da temperature elevate e ondate di calore prolungate, ha posto notevoli sfide al sistema sanitario, ma grazie alla collaborazione delle aziende sanitarie e ospedaliere, si sta rispondendo con tempestività ed efficienza all’aumento della domanda di cure mediche.

“Non deve mancare in questo momento il supporto dei medici di medicina generale e dei servizi territoriali o nei pronto soccorso la situazione diventerà critica”, aggiunge Migliore.

È bene ricordare ai cittadini di adottare precauzioni adeguate per proteggersi dalle alte temperature e utilizzare i Pronto Soccorso solo in caso di effettiva necessità.

Le aziende sanitarie hanno promosso campagne di sensibilizzazione, attivato numeri verdi e servizi di assistenza domiciliare, incoraggiando la popolazione a prendere misure preventive per evitare i problemi di salute legati alle alte temperature.

Per approfondire

Concorso Medicina Generale il 30 novembre, soddisfazione SNAMI

Snami esprime la sua soddisfazione riguardo all’annuncio ufficiale della data per il concorso di Medicina Generale, fissato per il 30 novembre 2023.

Angelo Testa, presidente nazionale Snami, commenta: “Dopo oltre cinque anni di ritardo finalmente una svolta positiva per tutti gli aspiranti medici di medicina generale. Accolgo con favore l’impegno del dicastero della sanità nel definire una data certa per il concorso di Medicina Generale, un passo significativo per garantire l’adeguato numero di medici del territorio, essenziali per la promozione e il mantenimento della salute della popolazione in  tutta Italia.

Nonostante questa buona notizia, è fondamentale guardare al futuro e adottare provvedimenti per rendere la Medicina Generale una scelta professionale ancora più attraente per i giovani medici. A tale riguardo, SNAMI auspica una riforma delle specializzazioni che contempli l’equiparazione del corso di formazione in Medicina Generale a quella delle altre specializzazioni mediche.

Questo contribuirebbe a sanare le disuguaglianze oggi presenti nel sistema formativo, stimolando un maggior numero di medici a intraprendere la carriera di medico di medicina generale il cui ruolo è cruciale nel fornire un’assistenza di prossimità e di prevenzione spesso assente nel nostro paese. Come Snami siamo pronti a collaborare con le istituzioni – conclude Angelo Testa – per promuovere una discussione costruttiva sulla riforma delle specializzazioni mediche nell’interesse di una sanità pubblica sempre più solida e accessibile.”

OMS: pubblicato il nuovo piano d’azione globale sull’epilessia e altri disturbi neurologici

Il Piano d’azione globale intersettoriale (IGAP) dell’OMS sull’epilessia e altri disturbi neurologici, pubblicato in tutte e sei le lingue delle Nazioni Unite, definisce le azioni necessarie per migliorare l’accesso alle cure e alle cure per le persone che vivono con disturbi neurologici attraverso una risposta completa e coordinata tra i settori.

I disturbi neurologici sono la principale causa di anni di vita aggiustati per la disabilità* e un articolo di Lancet del 2020 li cita come la seconda principale causa di morte a livello globale, con 9 milioni di decessi all’anno. Nonostante l’elevato carico globale di condizioni neurologiche, l’accesso sia ai servizi che al supporto per queste condizioni è insufficiente, specialmente nei paesi a basso e medio reddito.

“L’onere dei disturbi neurologici è aggravato dallo stigma e dalla discriminazione, che possono ostacolare le opportunità di vita, aumentare il rischio di povertà e portare a difficoltà nell’accesso alle cure”, scrive il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, nella prefazione alla pubblicazione.

“L’IGAP è un importante passo avanti negli sforzi globali per fornire una risposta integrata e completa, che consentirà a più persone che vivono con disturbi neurologici di accedere alle cure e alle cure di cui hanno bisogno e di vivere libere da stigma e discriminazione”, ha affermato il dott. Dévora Kestel, direttore dell’OMS per la salute mentale e l’uso di sostanze.

Sviluppato dall’OMS in consultazione con gli Stati membri e altre principali parti interessate, comprese le persone che vivono con disturbi neurologici, il piano d’azione è stato approvato alla 75^ Assemblea mondiale nel maggio 2022 ai sensi della decisione WHA 75 (11).

Il piano d’azione delinea cinque obiettivi strategici: aumentare la definizione delle priorità politiche e rafforzare la governance; fornire diagnosi, cure e cure efficaci, tempestive e reattive; attuare strategie di promozione e prevenzione; promuovere la ricerca e l’innovazione e rafforzare i sistemi informativi; e per rafforzare l’approccio della salute pubblica all’epilessia.

Le azioni suggerite nell’ambito di ciascun obiettivo strategico sono rivolte a paesi e partner, con l’OMS che fornisce supporto tecnico e guida nell’attuazione del piano.

Esistono 10 obiettivi globali con indicatori misurabili per monitorare il raggiungimento degli obiettivi entro il 2031. Per raggiungere questi obiettivi, il piano delinea anche la stretta collaborazione necessaria tra le parti interessate nel settore sanitario e non solo, nonché la necessità di sostenere la partecipazione e l’empowerment delle persone con disturbi neurologici, dei loro accompagnatori e delle famiglie.

* Un anno di vita aggiustato per la disabilità (DALY) rappresenta la perdita dell’equivalente di un anno di piena salute. I DALY per una malattia o condizione di salute sono la somma degli anni di vita persi a causa di mortalità prematura (YLL) e degli anni vissuti con disabilità (YLD) a causa di casi prevalenti della malattia o condizione di salute in una popolazione.

Per approfondire

Primo vaccino RSV per proteggere i bambini fino a 6 mesi di età e gli adulti più anziani

L’EMA ha raccomandato di concedere un’autorizzazione all’immissione in commercio nell’Unione europea (UE) per Abrysvo, un vaccino per la protezione contro la malattia causata dal virus respiratorio sinciziale (RSV). Abrysvo è il primo vaccino RSV indicato per l’immunizzazione passiva dei neonati dalla nascita fino ai 6 mesi di età dopo la somministrazione del vaccino alla madre durante la gravidanza. Questo vaccino è anche indicato per l’immunizzazione attiva degli adulti di età pari o superiore a 60 anni.

L’RSV è un comune virus respiratorio che di solito provoca sintomi lievi, simili al raffreddore, ma può causare gravi conseguenze per i bambini e gli anziani. Infatti, nei bambini RSV è una delle principali cause di ricovero pediatrico in Europa. Può causare bronchiolite e polmonite e può portare a distress respiratorio fatale.

L’infezione da RSV può anche essere grave per gli adulti di età pari o superiore a 50 anni in quanto può causare infezioni respiratorie acute, malattie simil-influenzali o polmonite acquisita in comunità.

Abrysvo è un vaccino bivalente composto da due glicoproteine di superficie di fusione di RSV ricombinanti selezionate per ottimizzare la protezione contro i ceppi di RSV A e B. Queste proteine sono essenziali per l’RSV per infettare il corpo e sono anche i principali bersagli degli anticorpi generati per combattere l’infezione.

Abrysvo è stato valutato nell’ambito del meccanismo di valutazione accelerata dell’EMA perché la prevenzione della malattia da RSV è considerata di grande interesse per la salute pubblica.

Quando una persona riceve il vaccino, il suo sistema immunitario genera anticorpi specifici e cellule T (cellule del sistema immunitario) che aiutano a prevenire l’infezione da RSV. In caso di individui in gravidanza, gli anticorpi neutralizzanti attraversano la placenta, fornendo protezione ai bambini fino a 6 mesi dopo la nascita.

Il parere del comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’EMA si basa sui dati di due studi cardine randomizzati, controllati con placebo.

In uno studio, Abrysvo è stato somministrato a 3.695 soggetti in stato di gravidanza di 24-36 settimane, mentre a 3.697 è stato somministrato un placebo (iniezione fittizia). La valutazione ha mostrato che il vaccino era efficace nel ridurre sia le gravi malattie del tratto respiratorio inferiore sottoposte a visita medica sia le malattie del tratto respiratorio inferiore sottoposte a visita medica che si verificano entro 180 giorni dalla nascita.

Nell’altro studio, a 18.488 adulti di età pari o superiore a 60 anni è stato somministrato il vaccino, mentre a 18.479 è stato somministrato un placebo. I risultati dello studio hanno dimostrato l’efficacia di Abrysvo nella riduzione della malattia del tratto respiratorio inferiore associata a VRS con 2 (o più) sintomi e con 3 (o più) sintomi.

Gli effetti indesiderati più comuni riportati nelle persone in gravidanza tra le 24 e le 36 settimane sono stati dolore al sito di vaccinazione, cefalea e dolori muscolari. Negli individui di età pari o superiore a 60 anni l’effetto indesiderato più frequentemente riportato è stato il dolore al sito di vaccinazione.

Il parere adottato dal CHMP è un passaggio intermedio nel percorso di Abrysvo verso l’accesso dei pazienti. Il parere sarà ora inviato alla Commissione europea per l’adozione di una decisione su un’autorizzazione all’immissione in commercio a livello di UE. Una volta concessa l’autorizzazione all’immissione in commercio, le decisioni in merito al prezzo e al rimborso avverranno a livello di ciascuno Stato membro, tenendo conto del potenziale ruolo/uso di questo medicinale nel contesto del sistema sanitario nazionale di quel paese.

Per approfondire

De Iaco (SIMEU): le richieste della medicina d’emergenza urgenza

La fuga dei professionisti, la carenza degli organici, la necessità di adeguamento strutturale degli ospedali e il fenomeno del boarding: sono queste le criticità principali che la SIMEU, la Società italiana di emergenza urgenza, porterà al tavolo tecnico sui DM 70 e 77 tramite il suo presidente, Fabio De Iaco.
“Si tratta di problemi che non sono specifici del Pronto soccorso o del 118, ma dell’intero Ssn”, ha affermato De Iaco, ribadendo che “Le soluzioni non avranno effetto reale se non saranno inquadrate in una nuova idea, architettura del Ssn”.

Proseguono i colloqui di TrendSanità con i membri del tavolo tecnico: nella video intervista De Iaco, che è anche Direttore del Pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria di Torino, riassume quali sono, a suo avviso, i cardini di questo nuovo Ssn e parla dell’inserimento degli specializzandi in Pronto soccorso.

Tavolo DM 70 e DM 77, Snami: “Utile per promuovere le cure primarie”

Si sono aperti i lavori del tavolo tecnico straordinario riguardante criticità emergenti dall’attuazione dei Regolamenti sull’Assistenza Ospedaliera e Territoriale, SNAMI, unico sindacato della medicina generale presente, è stato rappresentato da Simona Autunnali, tesoriere nazionale Snami.

Il tavolo è dedicato all’analisi delle criticità emergenti dall’attuazione dei Regolamenti riguardanti l’Assistenza Ospedaliera e Territorio e vedrà la partecipazione di eminenti professionisti del settore sanitario e amministrativo, nonché rappresentanti di enti e istituzioni del sistema sanitario nazionale.

In una prima fase sarà organizzata in cinque commissioni, SNAMI lavorerà, insieme alle organizzazioni sindacali nominate dal ministero, sulle criticità contrattuali e l’organizzazione del lavoro. Alla fine dei lavori, prevista per il 31 ottobre 2023, i risultati verranno sintetizzati in un unico documento: “libro bianco”.

È importante affrontare le criticità  emerse con tempestività e collaborazione – dice Angelo Testa, Presidente Nazionale SNAMI – al fine di migliorare ulteriormente il sistema sanitario nazionale e garantire una distribuzione equa e omogenea delle risorse. La partecipazione attiva della dott.ssa Autunnali ha dato un impulso significativo ai nostri sforzi per affrontare le sfide legate all’implementazione dei Regolamenti sull’Assistenza Ospedaliera e Territoriale.

Continueremo a dare il nostro contributo per migliorare la qualità dell’assistenza e a centrare nella medicina generale il perno del nostro SSN, per rappresentare e tutelare gli interessi dei medici di medicina generale e per promuovere le cure primarie come pilastro fondamentale del sistema sanitario nazionale.