L’accesso ai servizi sanitari rappresenta una delle sfide più critiche del sistema sanitario italiano. La gestione delle liste d’attesa e l’efficienza delle prenotazioni incidono direttamente sulla qualità delle cure e sul benessere dei cittadini. In questo contesto, la Regione Piemonte e Azienda Zero stanno promuovendo un ambizioso programma di innovazione, puntando sull’intelligenza artificiale (AI) come strumento chiave per migliorare l’accesso e la gestione delle liste d’attesa.
Grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, e con il supporto delle università, l’iniziativa promette di generare soluzioni concrete per migliorare l’accesso ai servizi sanitari e ridurre i tempi di attesa
Il cuore della trasformazione proposta dalla Regione Piemonte passa attraverso l’AI Hackathon, un evento che ha l’obiettivo di raccogliere idee innovative per il rinnovo del servizio di Call Center del CUP e, più in generale, per rivoluzionare l’intero sistema di prenotazione e gestione delle liste d’attesa.
Nel corso della presentazione pubblica dell’AI Hackathon, Federico Riboldi, Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, ha sottolineato:«L’idea è costruire un nuovo CUP (Centro Unico di Prenotazione) che non sia più il collo di bottiglia della sanità piemontese ma un facilitatore dei rapporti tra i cittadini e la sanità. Senza pensare di avere la bacchetta magica e che un unico provvedimento possa essere la panacea di tutti i mali, abbiamo provato a dividere il tema liste d’attesa in più rami: il primo ramo è quello del CUP. Poi c’è il ramo della disponibilità di strutture e macchinari, quello della disponibilità di personale e il ramo delle cronicità».
A partire dalla prima fase, quella di prenotazione, l’intento del progetto è di mettere in campo tutte le capacità e le tecnologie disponibili. Prosegue Riboldi: «Ne ho parlato con il ministro Schillaci, che mi ha esortato a proseguire in questa direzione di innovazione, con l’auspicio che possa diventare un pilota anche per le altre Regioni».
«Una delle più grandi difficoltà della pubblica amministrazione – ha confermato Adriano Leli, Direttore Generale di Azienda Zero – è riuscire a portare l’innovazione al suo interno».
Il contesto normativo e le iniziative di riforma
A livello nazionale, il Governo ha stanziato 3 miliardi di euro per rafforzare i servizi sanitari nel 2024. A giugno dello stesso anno, il decreto-legge n. 73, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha introdotto misure urgenti per ridurre i tempi di attesa. Il decreto è entrato in vigore il 1° agosto 2024, imponendo un cambiamento significativo nel monitoraggio delle liste d’attesa.
«In questo scenario – ha ricordato il Direttore Generale di Azienda Zero – la Regione Piemonte ha già intrapreso importanti passi verso il miglioramento del sistema sanitario. Nel marzo 2023, la Regione ha stanziato 50 milioni di euro per recuperare la capacità operativa pre-pandemia e migliorare i tempi di attesa. Nel dicembre dello stesso anno, Azienda Zero ha istituito la Struttura CUP (Centro Unico di Prenotazione) e Liste d’Attesa, ponendo le basi per un’innovazione che coinvolgerà l’uso dell’intelligenza artificiale per potenziare i servizi digitali rivolti ai cittadini e agli operatori».
A luglio 2024 è inoltre stato annunciato l’AI Hackathon che si sta svolgendo in questi giorni, prendendo il via da una dichiarazione dell’assessore Riboldi sull’idea di utilizzare proprio l’AI per i servizi digitali per cittadini e operatori.
AI Hackathon di Regione Piemonte: innovazione e AI per trasformare i servizi sanitari
L’iniziativa piemontese si basa su tre stream principali, ognuno dei quali affronta una specifica sfida del sistema sanitario:
Stream A: Assistente virtuale per la prenotazione e il supporto ai pazienti – L’obiettivo è migliorare l’accessibilità ai servizi di prenotazione attraverso canali digitali alternativi al tradizionale call center, semplificando l’interazione dei cittadini con il sistema sanitario.
Stream B: Analisi predittiva delle prenotazioni – Utilizzando l’intelligenza artificiale, questo stream mira a ottimizzare la gestione delle prenotazioni, prevedendo i flussi di richieste e riducendo i tempi di attesa.
Stream C: Rilevamento delle anomalie nelle prenotazioni – Il focus è sulla capacità di identificare anomalie e migliorare l’efficienza delle operazioni, rendendo il sistema più reattivo e capace di correggere eventuali errori.
Le squadre partecipanti all’Hackathon saranno composte da esperti provenienti da diversi settori, coordinati da Azienda Zero e supportati dalle tre Università piemontesi (Università di Torino, Università del Piemonte Orientale e Politecnico di Torino). L’obiettivo è creare un ambiente di innovazione e confronto, dove diverse professionalità potranno collaborare per sviluppare soluzioni concrete per il miglioramento del CUP e della gestione delle liste d’attesa.
Sarà nominata una commissione multidisciplinare apposita per la valutazione delle risposte agli Stream.
L’inizio dell’Hackathon sarà il 2 ottobre, mentre l’evento di premiazione sarà l’11 ottobre.
Le sfide del nuovo modello di CUP
Uno degli aspetti centrali del nuovo modello di CUP sarà l’interoperabilità con la Piattaforma nazionale delle liste d’attesa, istituita presso Agenas dalla legge n. 107 del 29 luglio 2024. L’introduzione dell’intelligenza artificiale permetterà di monitorare e analizzare in modo predittivo i dati storici, supportando le aziende sanitarie nella gestione quotidiana delle prestazioni. Sarà implementato un cruscotto interattivo per fornire una governance regionale e, successivamente, nazionale, permettendo un aggiornamento dinamico dei dati sui tempi di attesa.
Un altro elemento chiave sarà l’ottimizzazione della programmazione delle agende sanitarie, in linea con le disposizioni nazionali. Per garantire un’implementazione efficace di queste innovazioni, sarà fondamentale un sistema di Change Management che accompagni le aziende sanitarie nel processo di transizione verso il nuovo modello di gestione.
Conclusioni
L’AI Hackathon vuole rappresentare una grande opportunità per innovare il sistema sanitario piemontese, con l’ambizione di diventare un modello di riferimento a livello nazionale. Grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, e con il supporto delle università, l’iniziativa promette di generare soluzioni concrete per migliorare l’accesso ai servizi sanitari e ridurre i tempi di attesa, sfruttando appieno le potenzialità dell’intelligenza artificiale.
Si terrà a Roma, dal 3 all’8 ottobre 2024, la III Edizione del Festival della Salute Mentale RO.MENS per l’inclusione sociale contro il pregiudizio, organizzato dall’ASL Roma 2 in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, con il patrocinio della RAI.
Padrino del Festival Pino Strabioli e madrina Cinzia Leone. In occasione del centenario della nascita di Franco Basaglia è stata realizzata l’esposizione fotografica “Basaglia, 100 fotografie a 100 anni dalla sua nascita”, con il Patrocinio del Ministero della Cultura, presso la Sala dell’Emeroteca del Palazzo del Collegio Romano ed è stato organizzato un pomeriggio culturale il 5 ottobre a Villa Lazzaroni, riguardante la straordinaria storia della chiusura dei manicomi in Italia e della restituzione delle dignità alle persone con disturbi mentali avvenuta negli anni ‘70.
È stato promosso, come vettore di messaggi informativi ed educativi positivi, il primo concorso per canzoni inedite riguardanti le tematiche della salute mentale denominato Music@Mens, madrina Mariella Nava. Il concorso, lanciato con un video del noto comico e attore Lillo e con serata finale il 7 ottobre al Teatro Tor Bella Monaca, ha già raggiunto un grande successo con la presentazione di 76 nuovi brani.
Premiazione l’8 ottobre in Campidoglio con l’intervento previsto di Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma, e di rappresentanti della RAI e delle istituzioni. Saranno illustrati i risultati dell’Indagine nazionale BVA Doxa “Musica e Salute Mentale”. Il programma dettagliato, ricco di altri eventi sportivi e culturali, in corso di aggiornamento, è disponibile su https://www.salutementale.net/romens-2024.
Muoversi tutti i giorni in bicicletta, con i mezzi pubblici o a piedi. Se per alcune Regioni d’Italia forse è fantascienza, in diversi Paesi europei, lo Stato ha incentivato il bike sharing attraverso politiche e programmi volti a promuovere la mobilità sostenibile. Ad esempio, nei Paesi Bassi i lavoratori possono ricevere un rimborso fiscale per ogni chilometro percorso nel tragitto casa-lavoro, invece, nel Regno Unito, con il programma “Cycle to Work“, i dipendenti acquistano biciclette a prezzi ridotti grazie a detrazioni fiscali. Bisogna dire che in Italia, negli ultimi anni, lo Stato e molte amministrazioni locali hanno adottato diverse misure per invogliare l’uso della bici al posto dell’auto.
Rossi Mason e Loizzo
Per quanto tutto questo abbia un notevole impatto positivo per l’ambiente e per la salute, non è proprio di biciclette che si è parlato all’evento svoltosi alla sala stampa della Camera dei Deputati “La riduzione del rischio: dalla libertà personale alla tutela della salute pubblica”. Il concetto oggetto del dibattito è sicuramente più generico, e si può riassumere così: come guidare i cittadini verso abitudini migliori, senza ricorrere a divieti o restrizioni punitive? Organizzato dall’intergruppo parlamentare “Stili di vita e riduzione del rischio” con la sua presidente, Onorevole Simona Loizzo (Lega), l’Onorevole Matteo Rosso (Fratelli d’Italia) e con la moderazione di Johann Rossi Mason, direttrice dell’Osservatorio MOHRE, l’evento ha messo in luce l’urgenza di un nuovo approccio alla salute pubblica, basato su informazione e responsabilità individuale.
Il giusto equilibrio tra scelte personali e regole
Una prima riflessione sulla necessità di trovare un equilibrio tra la libertà del singolo e il benessere collettivo arriva da Loizzo – Presidente dell’Intergruppo – che ha sottolineato quanto l’abbassamento del carico di malattie e l’allentamento della pressione sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN) dipendano da un’informazione corretta, da strategie di prevenzione e dalla riduzione delle disuguaglianze. Ha richiamato l’importanza di garantire accesso universale e uguale alle prestazioni sanitarie, in linea con l’art. 32 della Costituzione, e promuovere stili di vita più salutari.
Lo Stato deve farsi “ente regolatore delle regole” perché quando dobbiamo intervenire sul cittadino, le politiche di prevenzione sono indispensabili
Ha poi aggiunto: «Credo che la spinta gentile sia la strada da perseguire, ma non posso che pensare quanto le campagne di prevenzione siano fondamentali. Lo Stato deve farsi “ente regolatore delle regole” perché quando dobbiamo intervenire sul cittadino, le politiche di prevenzione sono indispensabili».
Opzioni praticabili per ridurre rischi e costi
Ma per proteggere la salute pubblica si può fare ancora di meglio, partendo dalla prevenzione, che ha un costo. Piccola parentesi: il Ministro della Salute, Orazio Schillaci ha da poco sottolineato la necessità di maggiori fondi per il suo Ministero e ha richiesto almeno 5 miliardi nella nuova Legge di Bilancio. In risposta, Giancarlo Giorgetti, Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha fatto intendere che potrebbe essere difficile superare i 2 miliardi. Quindi, in sostanza, anche quest’anno le risorse destinate alla sanità potrebbero essere assegnate con grande parsimonia.
Il 20% della popolazione che indulge in comportamenti sbagliati costituisce la principale fonte di patologie che gravano enormemente sui costi della prevenzione e cura
Torniamo all’evento e all’intervento del dottor Fabio Beatrice, direttore del Board Scientifico dell’Osservatorio, che ha evidenziato l’importanza di tutelare l’80% della popolazione che segue stili di vita corretti: «Dobbiamo farci carico, con un atteggiamento costruttivo, di proteggere la popolazione, sia adulta, sia pediatrica, dagli stili di vita errati degli altri. Il 20% della popolazione che indulge in comportamenti sbagliati, infatti, costituisce la principale fonte di patologie che gravano enormemente sui costi della prevenzione e cura, come nel caso del cancro del colon o del polmone. Questo diventa un costo per tutta la società, riducendo le risorse per chi si è sempre comportato correttamente».
Rischi per la collettività: fumo e alcol
Pensiamo anche a due fenomeni molto sentiti in Italia, l’abuso di alcol, associato a un incremento delle patologie croniche, come malattie epatiche e cardiovascolari e il tabagismo. Il fumo, contribuisce a circa il 30% delle morti per cancro in Italia e in particolare, è una causa probabile di almeno 27 malattie, tra le quali broncopneumopatie croniche ostruttive e altre patologie polmonari croniche, si legge sul sito del Ministero della Salute. Ma spontaneamente, chi accende una sigaretta penserebbe di arrecare un danno solamente a sé, quando invece, sottolinea il professor Andrea Longo, associato di Diritto Costituzionale all’Università Sapienza di Roma: «Si tratta di libertà personali che hanno però conseguenze collettive e negative, pensiamo al fumo passivo o agli incidenti stradali causati dall’alcol».
Ma gli interventi dello Stato devono tener conto di più e tanti aspetti, come ad esempio i gruppi più vulnerabili, come chi ha una storia familiare di cancro, una diagnosi oncologica, o soffre di malattie come il diabete o problemi cardiovascolari. A ribadirlo, in conclusione dell’evento, è Rossi Mason, che aggiunge: «Divieti e sanzioni non sono misure efficaci, dobbiamo concentrarci su strategie che rafforzino l’autodeterminazione delle persone e forniscano supporto a chi non riesce o non può abbandonare abitudini come il fumo, il consumo di alcol o altri stili di vita dannosi».
Ogni anno 69 milioni di persone nel mondo subiscono lesioni cerebrali traumatiche (TBI), con un significativo impatto sociale, economico e sulla salute pubblica [1]. La tempestività e la correttezza del soccorso al paziente traumatizzato possono influire sull’esito a breve, medio e lungo termine del trauma. In questi casi, i rischi di perdita di tempo e di inappropriatezza dell’assistenza devono essere ridotti al minimo [2].
Nel percorso diagnostico del TBI è importante considerare che spesso la valutazione iniziale non corrisponde a quella finale e che la clinica del paziente può evolvere e la tomografia assiale computerizzata (TC) può presentare lesioni in progressione, la cui entità può essere talvolta sottostimata all’ingresso [3].
La classificazione della gravità clinica del paziente TBI viene eseguita universalmente, secondo linee guida, utilizzando la Glasgow Coma Scale (GCS) [4,5].
Il 70-90% delle lesioni cerebrali è classificata come trauma cranico lieve (mTBI), in cui una diagnosi tempestiva può prevenire e minimizzare il peggioramento della condizione clinica
La presente valutazione è incentrata nello specifico sulla gestione in pronto soccorso (PS) del trauma cranico lieve (mTBI), definito come qualsiasi evento traumatico che interessi il distretto cranio-encefalico in soggetti con punteggio GCS 14-15.
La tematica risulta essere rilevante giacché il 70-90% delle lesioni cerebrali è classificata come mTBI, che è una condizione clinica ad alto rischio a causa dell’elevato tasso di morbilità e disabilità, in cui una diagnosi tempestiva può prevenire e minimizzare un peggioramento della condizione clinica [6]. La fase acuta del mTBI è caratterizzata dal 10% di rischio di lesioni intracraniche (ICI), dall’1% di rischio di lesioni che richiedano intervento neurochirurgico e da una mortalità bassa, che varia dall’1 al 4% [7].
A oggi, la metodica gold standard per la diagnosi del trauma cranico è la TC, data l’alta sensibilità, i tempi brevi di esecuzione e il fatto che sia ampiamente presente nelle strutture ospedaliere con reparti di Pronto Soccorso (PS) [8]. Tuttavia, l’esecuzione sistematica della TC in tutti i pazienti è correlata alla permanenza prolungata dei pazienti nei reparti di emergenza secondo i tempi di osservazione previsti dal percorso diagnostico, al costo elevato dell’indagine e al rischio radiologico, seppur minimo [9].
Per questo motivo, può essere utile la valutazione dell’introduzione nella pratica clinica di alcune tecnologie innovative a supporto della diagnosi del trauma cranico. Tra queste, si annovera la tecnologia Abbott i-STATTM TBI Plasma Test (Abbott Laboratories, Abbot Park, IL), approvata dalla U.S Food and Drugs Administration (FDA) e con marchio CE dal 2021 [10], nel percorso diagnostico per trauma cranico lieve negli adulti nel contesto del PS, basato sulla quantificazione di due biomarcatori di lesione cerebrale nel sangue periferico, ovvero le proteine idrolasi dell’ubiquitina C-terminale L1 (UCH-L1) e proteina fibrillare acida della glia (GFAP).
Sulla scorta di quanto sopra, diviene rilevante definire, seguendo un approccio multidimensionale tipico dell’Health Technology Assessment (HTA), gli impatti derivanti dall’introduzione in pratica clinica della sopra-indicata tecnologia innovativa, così da rispondere alla seguente Policy Question: “Esiste un reale vantaggio, dal punto di vista dell’azienda ospedaliera, nell’introduzione dell’analisi dei biomarcatori circolanti di danno cerebrale (proteine GFAP e UCHL1) nella gestione del paziente adulto (>= 18 anni) con trauma cranico lieve (mTBI) mediante la tecnologia Abbott i-STATTM TBI Plasma Test (Abbott Laboratories, Abbot Park, IL), inteso in termini di riduzione del numero di TC, e quindi di esposizione a radiazioni e di tempo di gestione del paziente in PS?”
Metodologia
Per il raggiungimento dell’obiettivo sopra illustrato, è stata condotta una valutazione di HTA che ha previsto l’utilizzo del Core Model di EUnetHTA (EUnetHTA, 2016) [11], presidiando le seguenti dimensioni: i) rilevanza generale della patologia; ii) rilevanza tecnica delle tecnologie oggetto di indagine; iii) sicurezza; iv) efficacia; v) impatto economico-finanziario; vi) impatto sociale ed etico; vii) impatto di equità; viii) impatto legale e xi) impatto organizzativo.
Si specifica come la presente valutazione HTA abbia assunto il punto di vista ospedalierobasato sui dati 2023 dell’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale (ASST) di Lodi, nell’ottica di un potenziale investimento per la realtà stessa, così da comprendere gli impatti correlati all’introduzione della tecnologia innovativa considerando il bacino di utenza aziendale, costituito da pazienti adulti (≥18 anni) di entrambi i sessi, che si sono presentati al PS per TBI (N=1550), di cui 548 valutati come lievi (GCS 14-15) al triage.
Per la disamina delle nove dimensioni di HTA sono state utilizzate differenti fonti di dati, che vengono elencate di seguito:
Informazioni derivanti dalla letteratura scientifica disponibili, basandosi sulla definizione del seguente PICO di indagine (Tabella 1)
Informazioni derivanti dalla reale pratica clinica, così da definire i potenziali vantaggi di natura economico-organizzativa
Informazioni derivanti dalla raccolta delle percezioni di un panel di 11 professionisti sanitari, selezionati tra medici internisti di PS, neuroradiologi, neurochirurghi e laboratoristi clinici, così da da evidenziare gli aspetti maggiormente rilevanti nella gestione del paziente mTBI in PS, in base alle reali necessità cliniche (unmet clinical needs)
Popolazione
Pazienti adulti (³18 anni) che afferiscono in Pronto Soccorso riferendo trauma cranico valutato lieve (GCS 14-15) al triage
Intervento
Test Abbott i-STATTM TBI per la rilevazione nel plasma dei biomarcatori GFAP e UCH-L1 entro 12 ore dal trauma cranico, seguito da TC senza contrasto solo nei pazienti con test positivo
Comparatore
TC del cranio senza contrasto per tutti i pazienti
Outcome
Riduzione del numero di TC senza contrasto con esito negativo, dato il rule-out dei pazienti negativi con la tecnologia innovativa in PS
Riduzione dell’esposizione a radiazioni per accertamenti diagnostici in PS in soggetti negativi per lesione intracranica
Riduzione dei tempi di osservazione in PS per i soggetti negativi per lesione intracranica
Riduzione sovraffollamento degli spazi in PS
Tabella 1. Descrizione del PICO di indagine
Risultati della valutazione
Dati di efficacia risultanti dalla letteratura
Le informazioni sull’efficacia clinica della combinazione dei biomarcatori GFAP e UCH-L1 sono state ottenute attraverso una revisione sistematica della letteratura consultando PubMed, Science Direct e Cochrane Library per articoli in lingua inglese. Sono state utilizzate le parole chiave GFAP, UCH-L1, TBI e CT con la stringa di ricerca (((gfap) AND (UCH-L1)) AND (TBI)) AND (CT). La ricerca ha prodotto 38 risultati, di cui 4 sono stati considerati funzionali alla valutazione di HTA, applicando criteri di esclusione specifici, quali gli studi su a) popolazione pediatrica, b) trauma cranico moderato-severo (GCS<14), c) popolazioni speciali (alto rischio, uso di anticoagulanti, over 65), d) revisioni sui biomarcatori che non valutino la combinazione GFAP-UCH-L1 e revisioni con obiettivi diversi dall’esclusione di lesioni intracraniche diagnosticate con TC cranica.
Sulla base dei dati del trial più recente pubblicato (ALERT-TBI, 2021), la tecnologia innovativa ha una sensibilità di 0,958 (intervallo di confidenza al 95% [IC] = da 0,906 a 0,982), specificità di 0,404 (IC al 95% = da 0,382 a 0,427), valore predittivo negativo di 0,993 (IC al 95% = 0,985 a 0,997) e un valore predittivo positivo di 0,098 (IC al 95% = da 0,082 a 0,116) [12]. Sulla base di questi risultati, si evince che il test Abbott i-STATTM TBI Plasma può potenzialmente ridurre di circa il 38% il numero complessivo di TC del cranio in pazienti con mTBI, con un potenziale ruolo clinico nell’escludere (rule-out) la necessità di una TC tra i pazienti TBI che si presentano al PS.
Risultati quantitativi di natura economico-organizzativi
Per popolare la dimensione economico-finanziaria, è stata dapprima effettuata la mappatura dei due percorsi terapeutici, ovvero lo scenario AS IS, basato sull’utilizzo della TC a scopo diagnostico, e quello TO BE, ipotizzando l’utilizzo della tecnologia innovativa per identificare i soggetti negativi e non meritori di ulteriori approfondimenti diagnostici (Figura 1).
Sono stati mappati i due percorsi terapeutici: lo scenario attuale (AS IS) e lo scenario TO BE
Per stabilire lo scenario attuale, è stata analizzata la gestione del trauma cranico lieve nell’adulto (≥18 anni) presso l’ASST coinvolta, ricostruendo le fasi per la valutazione del rischio di lesione intracranica e l’eleggibilità a ulteriori approfondimenti diagnostici.
Per quanto riguarda l’introduzione della nuova tecnologia, il nuovo percorso ipotizzato prevede modalità simili a quelle attuali con la differenza principale che il test dei biomarcatori è eseguito su tutta la popolazione considerata durante il triage. In caso di valutazione negativa, il paziente verrà dimesso senza necessità di osservazione.
Figura 1. PDTA per lo stato attuale (AS IS) ed ipotizzato per il futuro (TO BE)
Per poter eseguire la valorizzazione economica relativa allo scenario attuale sono stati estrapolati, come sopra menzionato, i dati di accesso al PS nell’anno 2023; relativamente al nuovo scenario, è stato considerato il medesimo dato di accessi, riparametrizzando lo stesso in base agli studi scientifici analizzati e pubblicati.
Dapprima sono stati determinati i costi delle singole voci per entrambi i percorsi analizzando le singole macrofasi calcolando l’impegno economico dovuto alle risorse umane, apparecchiature e attrezzature, materiali di consumo, costi indiretti e diretti specifici del processo e costi generali (Tabelle 2a e 2b).
Macro Fasi: SCENARIO AS IS
Triage in PS e valutazione GCS/CCHR/CCSR
Pz senza TAO NAO o coagulopatie
Pz CON TAO NAO o coagulopatie con n.1 TC
Pz CON TAO NAO o coagulopatie con N.2 TC
Pz CON TAO NAO o coagulopatie con n.3 TC
Totale Risorse Umane
5,70 €
32,15 €
105,75 €
195,00 €
284,25 €
Totale apparecchiature e attrezzature
1,00 €
5,00 €
16,11 €
30,22 €
44,33 €
Totale Totale Materiali di consumo
1,29 €
23,94 €
59,59 €
119,18 €
178,77 €
Totale altre categorie di costi diretti e indiretti specifici del processo
0,00 €
50,00 €
50,00 €
100,00 €
150,00 €
Totale per fase esclusi costi generali
7,99 €
111,09 €
231,45 €
444,40 €
657,35 €
Totale Costi Generali
1,76 €
24,44 €
50,92 €
97,77 €
144,62 €
Totale x Fase e x Processo
9,75 €
135,53 €
282,37 €
542,17 €
801,97 €
Tabella 2a. Tabella comparativa dei costi nello scenario AS IS
Macro Fasi: SCENARIO TO BE
Triage in PS e valutazione GCS/CCHR/CCSR
Pz CON TAO NAO o coagulopatie con n.1 TC (inclusi rientri)
Totale Risorse Umane
5,70 €
105,75 €
Totale apparecchiature e attrezzature
31,00 €
16,11 €
Totale Totale Materiali di consumo
1,29 €
59,59 €
Totale altre categorie di costi diretti e indiretti specifici del processo
0,00 €
50,00 €
Totale per fase esclusi costi generali
37,99 €
231,45 €
Totale Costi Generali
8,36 €
50,92 €
Totale x Fase e x Processo
46,35 €
282,37 €
Tabella 2b. Tabella comparativa dei costi nello scenario TO BE
Successivamente, al fine di effettuare l’analisi di costo–efficacia, è stato considerato nello scenario attuale un dato di efficacia pari al 100% e nello scenario relativo all’introduzione della nuova apparecchiatura un dato di efficacia, inteso come parametro di sensibilità, pari al 95,8% come da letteratura12. Infine è stato calcolato il CEV, ossia il valore MEDIO di costo-efficacia (Tabella 3).
Tabella 3. Tabella 3. Analisi di costo/efficacia e calcolo del CEV
Da un confronto dei due percorsi quindi l’introduzione dell’apparecchiatura innovativa è quella che presenta un CEV minore e pertanto può essere considerata la più vantaggiosa. Il valore ICER positivo, pari a 4.622,14, indica però che lo scenario innovativo presenta un’efficacia minore.
A seguito dell’analisi di costo-efficacia, è stata condotta una analisi di impatto sul budget. L’analisi effettuata evidenzia inoltre come l’introduzione della nuova tecnologia presenti un numero minore di TC da eseguire su pazienti al primo accesso con un risparmio in termini di esami pari a 397 che si traduce in costi minori di gestione per l’Azienda Sanitaria-Socio Territoriale di Lodi (Tabelle 4a e 4b).
Scenario attuale (AS IS)
Totale accessi
Qt. TAC (due segmenti)
Costo percorsi
Costo per accessi
Numero accessi
1500
Accessi senza TC
417
145,28 €
60.581,09 €
Accessi con TC
1038
1
292,12 €
303.215,92 €
Accessi con 2 TC
42
2
542,17 €
22.771,09 €
Accessi con 3 TC
3
3
811,71 €
2.435,14 €
Costo totale SCENARIO ATTUALE
389.003,24 €
Tabella 4a. Budget impact e confronto dei costi per lo scenario attuale (AS IS)
SCENARIO TO BE
Abbott i-STATTM TBI Plasma
Totale accessi
Qt. TAC(due segmenti)
Costo percorsi
Costo per accessi
Numero accessi
1500
Accessi Istat negativo
856
€ 46,35
39.672,31 €
Accessi Istat Positivo con TC
641
1
328,72 €
210.706,66 €
Si calcola il triage per i due pazienti falsi negativi = n.3*
3
*escludendo esami istat per il riaccesso
298,72 €
896,15 €
Costo totale SCENARIO TO BE
251.275,11 €
Tabella 4b. Budget impact e confronto dei costi per lo scenario TO BE
Risultati derivanti dalle percezioni degli esperti
I risultati derivanti dalle percezioni dei professionisti coinvolti, considerando l’utilizzo di una scala di valutazione validata scientificamente per gli studi di HTA e variabile da un minimo di -3 a un massimo di +3, sono illustrati in Tabella 5.
In Tabella 5 sono riportate a confronto le medie dei punteggi ottenute per le dimensioni di indagine secondo quanto definito dagli esperti sanitari interrogati.
TAC Media Punteggio dimensioni
iSTAT Media Punteggio dimensioni
Efficacia
1,6
1,1
Sicurezza
-0,6
0,4
Equità di accesso
0,7
1,6
Impatto organizzativo (12 mesi)
0,4
0,3
Impatto organizzativo (36 mesi)
0,2
0,3
Impatto sociale ed etico
1,8
1,8
Impatto legale
1,6
1,0
Tabella 5. Punteggi medi ottenuti per le dimensioni di indagine su cui sono stati interregati gli esperti
Da quest’indagine si evince come la nuova tecnologia garantisca un impatto positivo sull’equità per tutti i pazienti poiché, per esempio è eseguibile senza rischi nelle donne in gravidanza, e presenta una buona tollerabilità e percezione di sicurezza legata all’indagine diagnostica. La tecnologia tradizionale invece ottiene un punteggio più elevato dell’innovativa per le dimensioni di efficacia (TC: 1,6; TBI Plasma Test: 1,1) e di impatto legale (TC: 1,6; TBI Plasma Test: 1), data dalla maggiore sensibilità dell’approccio diagnostico (100% TC vs 95.8% iSTAT TBI Plasma)12 e dal fatto che la TC sia universalmente considerata a oggi il gold standard per la diagnosi dei casi di TBI.
Non vengono invece percepite a oggi differenze significativa per la dimensione sociale e organizzativa nel breve e lungo periodo.
Dal punto di vista dell’impatto organizzativo, data la capacità di rule out della tecnologia Abbott i-STATTM TBI Plasma Test combinata con la velocità di esecuzione del test, si può prevedere un’importante riduzione della necessità di alcune TC, migliorando il processo decisionale nei PS affollati con un impatto positivo sull’ottimizzazione delle risorse del pronto soccorso e sulla limitazione dell’esposizione alle radiazioni non necessarie, per i pazienti e per gli operatori sanitari. Secondo alcuni esperti intervistati infatti la tecnologia innovativa permetterebbe una riduzione dal 30 al 70% della prima TC alla diagnosi, se il dato di efficacia si confermasse nella pratica clinica, con un lieve miglioramento sull’impatto organizzativo a lungo termine (36 mesi) rispetto al comparator.
Conclusioni
A conclusione del lavoro di HTA fra il comparator (TC) e la tecnologia innovativa (Abbott i-STATTM TBI Plasma Test), sono stati considerati i risultati della metodologia decisionale MCDA (Multi-Criteria Decision Analysis), eseguita da tre valutatori esterni.
Analisi preliminare della MCDA è stata la prioritizzazione delle dimensioni di indagine. Da questo punto di vista, l’aspetto relativo all’efficacia, ovvero se l’alternativa diagnostica funzioni nel contesto reale (efficacia pratica o effectiveness), è prioritario, così come la dimensione della sicurezza e della rilevanza generale della patologia, considerando il burden del problema di salute. Si considerano prioritari inoltre, nell’ordine, gli aspetti legati all’impatto legale, data la necessità di identificare norme che regolino l’utilizzo in clinica dell’approccio diagnostico innovativo, all’equità di accesso e all’impatto organizzativo. Sono considerati invece meno rilevanti e critici l’impatto sociale ed etico e l’impatto economico-finanziario.
Il confronto del punteggio totale e normalizzato per le 9 dimensioni di indagine e prioritizzate secondo quanto definito dagli esperti sanitari interrogati evidenzia un lieve vantaggio a favore della tecnologia innovativa rispetto al comparator con un punteggio di 0,858 rispetto a 0,852.
L’analisi multidimensionale (Figura 2) rappresenta una fotografia di quella che è la percezione attuale da parte degli operatori sanitari circa l’introduzione della nuova tecnologia nella diagnosi del mTBI. Inoltre nei risultati del MCDA, il vantaggio sull’impatto economico è minimo, nonostante il costo della tecnologia innovativa sia nettamente inferiore rispetto a quella del comparator.
Circa la differenza di punteggio normalizzato fra la TC (0,01) e il test Abbott i-STATTM TBI Plasma (0,02) per la dimensione economica e finanziaria è necessario riportare due considerazioni: 1) la prima è che il risultato ottenuto è pesato sulla scala di priorità assegnato dagli esperi sanitari coinvolti, i quali, dato il loro punto di vista clinico, hanno prioritariamente considerato la dimensioni di efficacia della tecnologia, assegnando invece il punteggio più basso alla dimensione economica e finanziaria; 2) in secondo luogo, l’impatto economico è strettamente legato all’impatto organizzativo, che nella valutazione MCDA ottiene però un risultato identico per le due tecnologie (0.6).
La presente analisi quindi non evidenzia, allo stato attuale, un miglioramento drasticamente significativo negli outcome definiti nella PICO, probabilmente perché, secondo la percezione degli specialisti clinici coinvolti, prima dell’effettivo utilizzo in clinica della tecnologia alternativa è necessario avere i dati di uno studio di validazione che aggiorni il dato di efficacia reale (effectiveness) rispetto a quanto riportato nei lavori di letteratura ormai non più recenti.
Figura 2. Multi-Criteria Decision Analysis (MCDA): analisi di pesatura finale
È stato eletto presidente della commissione più corposa del Parlamento Europeo, la ENVI (Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare) e nelle poche settimane di incarico ha già ingaggiato la battaglia contro i tagli previsti nel bilancio UE per la salute e la sanità. L’italiano Antonio Decaro (PD), per dieci anni sindaco di Bari, è arrivato a Bruxelles sull’onda delle 500mila preferenze che lo hanno designato come terzo italiano più votato nelle elezioni del giugno scorso. Con TrendSanità affronta per la prima volta in una intervista le sfide del suo mandato.
Antonio Decaro
«I temi della Commissione ENVI sono chiari e puntano al rispetto degli obiettivi sulla transizione ecologica che sono stati già fissati in sede europea e mondiale – spiega Decaro. Penso alle azioni sul clima, alla transizione ecologica per le aziende, ai target di sicurezza alimentare così come allo sviluppo delle politiche che tengono in relazione ambiente e salute. Certamente il mio non sarà un approccio ideologico ai lavori della Commissione ma orientato all’ascolto di tutti e alla condivisione degli step intermedi che necessariamente dovremo porre in questo percorso».
A proposito, come commenta l’iniziativa PPE della scorsa legislatura che proponeva di separare la sottocommissione salute per rafforzare il lavoro sulla sanità pubblica?
«Al momento è un dossier che non abbiamo ancora affrontato. Appena i lavori della Commissione saranno entrati nel vivo valuteremo il da farsi, tenendo sempre conto che nell’ottica del cosiddetto one health approach esiste una stretta interconnessione tra salute dell’uomo, degli animali e dell’ambiente».
La risposta dell’Europa alla pandemia, forse per la prima volta, è stata unitaria e compatta, dimostrando l’importanza e la necessità di avere un’Istituzione forte
In uno dei suoi primi atti ufficiali ha scritto testualmente “di essere profondamente rammaricato del taglio di 1 miliardo di euro al programma EU4Health per il periodo 2025-2027 e di deplorare gli altri tagli operati dal Consiglio” su vari programmi dedicati alla salute e alla tutela di natura e biodiversità, su economia circolare e qualità della vita, su mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e sulla transizione verso le energie pulite.
Che margini ci sono e come pensa di agire per scongiurarli?
La lettera inviata da Decaro al presidente della commissione per i bilanci del Parlamento
«Certo, come Commissione ENVI siamo preoccupati per i tagli apportati dal Consiglio a molti programmi relativi alle questioni ambientali e sanitarie. Tali cifre di bilancio dovrebbero essere ripristinate al fine di garantire l’attuazione degli obiettivi del Green Deal europeo. Chiediamo quindi di aumentare i finanziamenti attraverso diversi canali, ad esempio attraverso lo strumento di flessibilità, garantendo un sistema rafforzato di risorse proprie dell’UE».
Facciamo un passo indietro, come è stato guidare una comunità, una città, durante la pandemia da covid-19? Quali lezioni ci ha lasciato?
«La lezione della pandemia ha lasciato un solco indelebile nella vita di tutti, non solo di chi, come me, in quegli anni ha avuto l’onere di guidare una comunità nella tempesta. La pandemia ci ha insegnato che nessun tempo ci è dato per scontato e che l’emergenza può irrompere nelle nostre vite da un momento all’altro. Occorre quindi dotare i territori di strumenti di prevenzione e di monitoraggio di fenomeni di questo genere e investire in maniera massiccia sui sistemi sanitari nazionali, che devono essere formati su nuove forme epidemiologiche che si stanno affacciando sempre più frequentemente alle nostre latitudini e rafforzati per contrastare la diffusione e il contagio della malattia. La risposta dell’Europa alla pandemia, forse per la prima volta, è stata unitaria e compatta, dimostrando l’importanza e la necessità di avere un’Istituzione forte e tempestiva sia nella fase della cura della malattia sia nella fase del sostegno alla ripresa nella vita di milioni di persone e imprese».
I dati del monitoraggio sull’utilizzo del FSE, realizzato dal Ministero della Salute, fanno registrare ancora forti disparità tra le diverse Regioni, soprattutto per l’uso da parte dei cittadini e degli specialisti delle ASL, mentre le percentuali di accesso di medici di famiglia e pediatri tendono ad essere più omogenee.
Entro fine anno tutte le strutture sanitarie dovranno produrre i documenti in formato digitale, per alimentare automaticamente il FSE, e dal 2025 dovrà anche essere presente il “Patient summary”, redatto da MMG o PLS.
In questo contesto, è più che mai importante capire come queste novità cambieranno il modo in cui i dati sanitari vengono gestiti e condivisi.
Obiettivo della Live è fare il punto sulle ultime novità e dare voce a chi si occupa di FSE a diversi livelli, dalle istituzioni centrali a quelle regionali e locali, per creare un dialogo aperto e dinamico su come rendere il FSE uno strumento sempre più utile e accessibile, affrontando le sfide e cogliendo le opportunità che questo cambiamento porta con sé.
Ne parliamo con:
Andrea Belardinelli Responsabile Settore Sanità digitale e innovazione, Regione Toscana
Maria Cammarota Capo progetto Fascicolo Sanitario Elettronico, Dipartimento per la trasformazione digitale
Marco Foracchia Direttore Servizio Tecnologie Informatiche e Telematiche “Corrado Tartaglia”, IRCCS AUSL Reggio Emilia
«Come sarà il Servizio Sanitario Nazionale di domani?»
«Quale ruolo giocherà il digitale nel migliorare la nostra sanità?»
«Come possiamo integrare tecnologia e aspetti umani per creare un sistema sanitario più inclusivo ed efficiente?»
Sono solo alcune delle questioni dalle implicazioni per nulla scontate a cui vuole rispondere Health for Dreamers, l’evento di TrendSanità che il 4 ottobre porterà in piazza San Carlo le eccellenze del settore, per una riflessione condivisa sul Servizio Sanitario Nazionale che vorremmo, a partire dai suoi principi fondamentali – universalità, uguaglianza, equità -, ultimamente messi in discussione.
Pubblico privilegiato saremo tutti noi, cittadini e non solo, beneficiari diretti e indiretti del SSN, con un occhio di riguardo verso le innovazioni digitali:Health for Dreamers si propone come evento in anteprima del Festival del Digitale Popolare, che proseguirà con la sua programmazione a Torino anche durante le giornate del 5 e del 6 ottobre.
Simone Eandi
«Con Health for Dreamersvogliamo trasformare in realtà il sogno di una salute accessibile a tutti: universale e gratuita, sempre attenta alle ultime innovazioni ponendole al servizio di una sanità per tutte e per tutti- spiega Simone Eandi, Editore di TrendSanità – Quello del 4 ottobre non sarà il solito convegno, ma un pomeriggio di riflessione e partecipazione curiosa e visionaria, dove scienza, comunicazione, tecnologia e salute si incontrano, in una moltitudine di professioni coinvolte. È un’occasione unica per discutere e costruire insieme la sanità di domani, con il contributo di esperti che condivideranno le loro esperienze e proiezioni verso il futuro più innovative».
«Tecnologia, informatica, intelligenza artificiale: sempre più la sanità deve confrontarsi con l’innovazione e la ricerca – ha ricordato l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – ed eventi pubblici come Health for Dreamers sono molto importanti per un confronto e una condivisione di visioni e approcci per una sanità sempre più al servizio del cittadino».
«La salute è certamente un bene individuale ma al tempo stesso è anche una risorsa dell’intera comunità – ha affermato l’Assessore alle Politiche Sociali della Città di Torino Jacopo Rosatelli -. Al Servizio Sanitario Nazionale spetta il compito di promuoverne e tutelarne il mantenimento e il recupero seguendo i principi di universalità, uguaglianza ed equità. Come istituzioni non possiamo quindi che accogliere con favore iniziative come quella di Health for Dreamers, che il 4 di ottobre sarà in piazza San Carlo per porsi come occasione di riflessione e confronto tra cittadini, esperti, medici e istituzioni , per immaginare e creare tutti insieme, grazie anche all’apporto delle sempre più fondamentali tecnologie digitali, il Sistema Sanitario Nazionale di domani, più inclusivo ed efficiente».
I laboratori
Health for Dreamers si distribuirà all’interno dei due igloo di piazza San Carlo: all’interno dell’igloo più raccolto il partner dell’iniziativa Paradeigma accoglierà professionisti, cittadini e curiosi a partecipare a laboratori e workshop per una visione condivisa del SSN, analizzato da ogni prospettiva possibile: «Il coinvolgimento attivo della comunità è fondamentale per progettare un futuro sostenibile per il Servizio Sanitario Nazionale – spiega Giuseppe Petrosino, founder di Paradeigma -. Gli individui, come utenti e portatori di interessi, devono essere parte integrante del processo decisionale per assicurare che le politiche e le strategie adottate rispondano realmente alle esigenze della popolazione».
Vi aspettiamo venerdì 4 ottobre in piazza San Carlo a Torino: dalle 14 alle 19 parleremo di sanità e digitale con un evento aperto a tutti e gratuito
Con i suoi laboratori partecipativi, Health for Dreamers creerà uno spazio aperto e inclusivo in cui i partecipanti possano condividere le proprie esperienze, preoccupazioni, idee e proposte per il futuro del sistema sanitario. Il dialogo tra cittadini, operatori sanitari, esperti e rappresentanti istituzionali è essenziale per identificare soluzioni innovative e sostenibili.
I 12+1 talk visionari
Sul palco del maxi igloo di piazza San Carlo si alterneranno 12 interventi tra ricercatori, esperti in AI, rappresentanti delle professioni e delle istituzioni, aziende e influencer che promuovono la salute a oltre 1 milione di follower. A introdurli Simone Eandi, con il suo speech La sinfonia del cambiamento.
Ecco il dettaglio della giornata:
Saluti istituzionali:
Jacopo Rosatelli, Assessore Città di Torino Politiche sociali, Pari Opportunità, Politiche abitative di Edilizia Pubblica, Coordinamento relazioni con Aziende Sanitarie, Beni Comuni
Francesco Di Costanzo, Presidente Fondazione Italia Digitale
Interventi:
L’assistenza territoriale sempre più digitalizzata, Elettra Carini, Unità di progetto Telemedicina AGENAS
La professione infermieristica nella transizione digitale, Pietro Giurdanella, Consigliere FNOPI
Coinvolgere i cittadini nella salute pubblica, Daniela Paolotti, Co-direttrice del laboratorio di Epidemiologia digitale e computazionale della Fondazione ISI
Un cambio di paradigma: la realtà virtuale, dai videogiochi alla medicina, Corrado Calì, Ricercatore NICO (Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi)
Innovazione e Integrazione: il ruolo strategico dei service provider nel nuovo ecosistema Salute, Marco Mazzucco, Amministratore Delegato Blue Assistance e Direttore Vita e Welfare Reale Mutua
Non accettare cookies dagli sconosciuti, HeiMi, Influencer di salute
Tutela della privacy e Intelligenza artificiale: insieme si può!, Carla Monferrato, Senior Specialist Tech Lab Management in Intesa Sanpaolo Innovation Center
La robotica indossabile per combattere il tumore, Domenico Prattichizzo, Professore di robotica all’Università di Siena e Direttore del SIRSLab (Siena Robotics and Systems Lab)
L’Intelligenza Artificiale e la medicina del futuro, Emanuela Girardi, Fondatrice e presidente di Pop AI (Popular Artificial Intelligence)
La disinformazione nuoce gravemente alla salute, Cesare Buquicchio, Condirettore di TrendSanità, e Carmine Festa, caporedattore responsabile del Corriere della Sera – Torino
Sfide e opportunità del digital people engagement,Roberta Gilardi, Associazione Preziosa ETS e CEO G-Gravity, e Laura Patrucco. Presidente ASSD (Associazione Scientifica per la Sanità Digitale)
Vorrei ma non posso, Paolo Petralia, Vicepresidente FIASO con delega al digitale
A seguire, dalle 17,30, si alterneranno sul palco Fabrizio Meloni (AOU Cagliari), Marco Giraudo (CSI Piemonte), Alessandro Catanzariti (Enhancers/Tinexta), Antonio Pagliai (Gemelli Digitale) e un panel moderato da Roberta Villa con Francesco Porpiglia (Professore Associato di Urologia dell’Università degli Studi di Torino), Antonio Toesca (Direttore del Programma di Senologia Chirurgica presso l´Istituto Oncologico di Candiolo) e Carlo Alberto Benech (Responsabile Chirurgia robotica vertebrale- Humanitas-Cellini).
Alle 18,30 Alessandro Beloli di Geopop, chiuderà la giornata con una lezione interattiva con il pubblico.
Nel recente aggiornamento del Piano Nazionale Cronicità, sono state aggiunte tra le patologie croniche anche l’epilessia, l’endometriosi e l’obesità. Il Professor Andrea Lenzi (Emerito di Endocrinologia presso l’Università La Sapienza di Roma) ha spiegato a TrendSanità perché è importante che l’obesità sia stata inserita nel PNC e soprattutto quali sfide dovrà affrontare ora il Servizio Sanitario Nazionale per gestire in maniera sempre più efficiente i pazienti affetti da questa patologia.
«L’obesità è una malattia cronica e complessa, gravata da stigmaculturale anche tra i medici, e che può compromettere gravemente non solo la salute dei cittadini ma anche la sostenibilità del SSN, a causa delle importanti complicanze e/o patologie correlate (cardiovascolari, respiratorie, gastrointestinali, artromuscolari…). È necessario concentrarsi sulla presa in carico multidisciplinare (tra MMG, specialista del territorio e strutture ospedaliere), ma anche lavorare sulla formazione, con l’aggiornamento delle competenze dei professionisti sanitari, e sulla comunicazione con la popolazione, a partire dalla prevenzione dell’obesità nell’età pediatrica».
Una delle principali sfide che le aziende sanitarie hanno dovuto affrontare dal punto di vista tecnologico negli ultimi anni è stata quella di unire il mondo dei dati con quello della fonia. Realtà che fino a poco tempo fa erano completamente separate.
L’ASL Imperiese non fa eccezione e, dopo la pandemia, si è misurata con questo compito: «Anche la nostra infrastruttura di rete locale era obsoleta – osserva Alberto Carrera, Direttore dei sistemi informativi dell’azienda sanitaria ligure -. L’evoluzione era avvenuta sulla base di singole urgenze e non in modo strutturato». Da qui l’esigenza di metterci mano.
«Abbiamo un rapporto ventennale di collaborazione con Alcatel-Lucent Enterprise, che ci ha seguito anche in questa trasformazione».
L’obiettivo era unificare le due infrastrutture (dati e fonia) in un’unica che potesse svolgere entrambi i ruoli a seconda delle necessità, quindi senza ricorrere a un doppio cablaggio come fatto fino a quel momento.
L’unione fa la forza
Dal 2022, quindi, sono stati ricablati completamente tutti gli armadi e sostituiti integralmente tutti gli apparati di rete presenti con una dotazione omogenea, che permettesse un governo centralizzato dell’intera infrastruttura.
«Prima mancava un ordine dal punto di vista fisico e non c’era omogeneità dal punto di vista degli apparati presenti – rileva Carrera -. Questo generava una notevole complessità di governo complessivo delle infrastrutture».
Avere un sistema più armonico permette anche di effettuare modifiche in modo più snello: attivare nuovi punti rete o convertirne uno da dati a fonia diventa più semplice e immediato.
Alberto Carrera
E poi è stata introdotta la tecnologia Voip, che ha permesso di eliminare le centrali telefoniche presenti in tutte le sedi, risparmiando in termini di costi operativi di manutenzione e semplificando il governo dell’infrastruttura. «Tra i vantaggi di questa soluzione c’è sicuramente lo snellimento delle procedure nei nostri tre grandi poli territoriali e nella ventina di sedi minori – riporta il direttore dei sistemi informativi -. Lo svantaggio è che, trattandosi di una rete unificata per i dati e la fonia, in caso di problemi alla rete locale smettono di funzionare sia i telefoni sia i computer». La scelta dell’ASL Imperiese è stata quella di non far penetrare il Voip al 100%, ma di lasciare delle isole con il vecchio telefono analogico da utilizzare in caso di guasti.
Sicuri grazie all’AI
Durante la pandemia di Covid-19, l’azienda ha potenziato le dotazioni di videoconferenza e gli strumenti per fare lo smart working grazie alla soluzione RainbowTMdi Alcatel-Lucent Enterprise, che si è rivelata compatibile con l’infrastruttura telefonica presente in azienda e ha permesso di redigere il traffico telefonico del singolo dipendente verso il suo numero di casa. «Questo prima non era possibile: era successo che avessimo dotato qualcuno di cellulare aziendale per garantire la reperibilità fuori dall’ufficio, ma sono stati casi rari».
L’altro elemento emerso con forza durante la pandemia è stato quello legato alla cybersicurezza. «Quando sono iniziati i primi attacchi importanti alle aziende sanitarie, ci siamo dotati della tecnologia Darktrace – afferma Carrera -. È un NDR, Network Detector and Response, una soluzione in grado, grazie all’intelligenza artificiale, di analizzare il traffico di rete e capire qual è l’attività di ogni singola postazione di lavoro e di ogni device, categorizzando quindi il tipo di traffico considerato “normale”».
Nel momento in cui viene rilevata una difformità o un comportamento anomalo, «è in grado di segnalarlo attraverso l’interfaccia utente e tramite l’app fornita in dotazione. Inoltre, se configurato, è in grado di inibire automaticamente quella determinata tipologia di traffico. È una soluzione che abbiamo adottato perché in caso di attacchi informatici il fattore tempo è determinante».
Di solito le Aziende Sanitarie non hanno la possibilità di avere personale dedicato al controllo dell’attività delle varie postazioni. «Abbiamo demandato all’intelligenza artificiale questa attività autorizzandola a bloccare il traffico che ritiene illecito. Funziona in modo chirurgico: non isola l’intera macchina dalla rete dati, ma soltanto la porzione di traffico che ritiene anomala. Una volta che avviene un blocco, abbiamo previsto un controllo umano per verificare il problema».
Cloud e territorio all’orizzonte
In questo momento l’ASL Imperiese sta lavorando alla migrazione in cloud del proprio data center. «Si tratta di un’attività che si completerà a cavallo tra il 2025 e il 2026. L’intenzione è aumentare il livello di affidabilità e di disponibilità delle Infrastrutture, oltre che di andare nella direzione dettata dalle normative nazionali».
L’altro grande tema che terrà occupati i Sistemi informativi dell’azienda nei prossimi anni sarà il potenziamentodegli strumenti di supporto a disposizione della territorialità. «C’è una necessità crescente di gestire il percorso ospedaliero su un arco temporale più piccolo, che riguarda l’acuto, per poi aumentare i servizi di assistenza del paziente a domicilio o sul territorio – ricorda Carrera -. Stiamo lavorando anche da questo punto di vista per garantire e offrire strumenti utili allo scopo».
Si tratta di device di cui non basta prevedere la presenza: «Vanno gestiti insegnando all’utente come si usano fornendo supporto per la risoluzione dei problemi. Tutti i servizi di assistenza vanno costruiti e non possono essere semplicemente erogati. Per farlo, bisogna prevedere un numero di risorse diverse da quelle disponibili nei sistemi informativi per come sono strutturati oggi», conclude Carrera.
In occasione del 90° anniversario dalla sua fondazione, avvenuta a Roma proprio il 24 settembre 1934, SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva) celebra il suo passato e guarda al futuro con l’annuncio della nascita della SIAARTI Foundation, un nuovo ente dedicato alla promozione della ricerca scientifica e all’umanizzazione delle cure.
L’evento commemorativo, che si tiene oggi presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati vede la partecipazione di importanti figure istituzionali e accademiche e di rappresentanti di spicco delle istituzioni politiche e di quelle sanitarie italiane. Hanno accettato l’invito a intervenire nei saluti istituzionali l’on. Ugo Cappellacci (Presidente della XII Commissione della Camera “Affari sociali), la prof.ssa Anna Teresa Palamara (Direttore Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto superiore di Sanità) e il prof. Loreto Gesualdo (Presidente Federazione Società Medico-Scientifiche Italiane), mentre prendono parte come moderatori ai lavori della giornata il prof. Americo Cicchetti (Direttore generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute) e la dott.ssa Velia Bruno (Direttore ad interim CNEC-ISS). La celebrazione, dopo i saluti istituzionali, prosegue con una serie di interventi che ripercorrono la storia della SIAARTI, dalla sua fondazione nel 1934 fino ai giorni nostri, sottolineando l’importanza del contributo scientifico e clinico offerto dalla società nel corso dei decenni. Il ministro della Salute, on. Orazio Schillaci, ha inviato ieri a SIAARTI un messaggio di saluto, in cui evidenzia come il 90° anniversario di SIAARTI sia «un traguardo che testimonia una lunga storia di crescita e innovazione» e sottolinea come «il percorso che oggi celebriamo offre anche l’occasione per riflettere su come il progresso scientifico e l’adozione delle migliori pratiche possano continuare a favorire l’eccellenza nelle cure».
La giornata, cui partecipa il Consiglio Direttivo SIAARTI e una larga rappresentanza dei suoi Consigli delle Regioni e delle sue Sezioni culturali, prosegue con interventi dedicati alle sfide future dell’anestesiologia, l’importanza delle linee guida nella pratica clinica e l’impegno di SIAARTI nella formazione continua e nella sicurezza dei pazienti.
Antonino Giarratano, presidente SIAARTI, ha commentato: «Questo anniversario rappresenta non solo un traguardo storico per la nostra Società, che oggi conta oltre 10.000 soci, ma anche un punto di partenza per nuove sfide. Con la nascita della SIAARTI Foundation, intendiamo consolidare il nostro impegno nella ricerca scientifica e nella diffusione delle buone pratiche cliniche, contribuendo in modo significativo al miglioramento della qualità della sanità italiana».
Giarratano ha evidenziato inoltre l’importanza della collaborazione tra SIAARTI e le istituzioni: «SIAARTI è una società scientifica che opera in vari ambiti, dalla formazione alla ricerca clinica, passando per la produzione di documenti scientifici, linee guida e buone pratiche cliniche. Tuttavia, la nostra Società non si limita al solo ambito formativo e scientifico, ma mantiene un legame stretto con il decisore politico. Collaboriamo attivamente con il Ministro della Salute, le Commissioni parlamentari di Senato e Camera, l’Istituto superiore di sanità, Agenas e i Sistemi sanitari regionali. Questo ci consente di offrire un contributo tecnico alle Istituzioni, che permette alla Politica di sviluppare progetti di legge e normative che vanno a beneficio diretto del cittadino paziente».
La SIAARTI Foundation, la cui costituzione è stata ufficializzata presso la sede della SIAARTI, vede nel suo Consiglio di amministrazione figure di prestigio quali il past-president SIAARTI ed ESICM Massimo Antonelli, l’Editor-in-Chief della rivista di SIAARTI “JAACC” Giorgio Conti e l’attuale tesoriere SIAARTI Stefano Romagnoli. La Fondazione, che sarà iscritta al MIUR come ente di ricerca, si prefigge di attrarre finanziamenti per grandi progetti scientifici e umanistici, come spiegato dal presidente Giarratano: «La nostra SIAARTI non solo continuerà a essere un punto di riferimento per la comunità scientifica, ma grazie alla Fondazione potrà esplorare nuove opportunità di finanziamento e collaborazione, ampliando ulteriormente i confini della nostra disciplina».
Anche Elena Bignami, vicepresidente SIAARTI e futura presidente 2025-2027, esprime grande entusiasmo per il futuro della Società: «Sono molto felice di questa nuova avventura che mi attende nei prossimi anni. Il nostro obiettivo è quello di lavorare insieme, in modo inclusivo, non solo all’interno della nostra comunità, ma anche collaborando con altre specializzazioni e istituzioni, a livello nazionale e internazionale».
Con questo evento e la nascita della SIAARTI Foundation, la Società conferma, in occasione dei suoi 90 anni, il suo ruolo di protagonista nella sanità italiana e si prepara a scrivere nuovi capitoli nella storia dell’anestesia, rianimazione, terapia intensiva e terapia del dolore.